Dario Graziani Photographer

L’idea di fare un trionfale ingresso con indosso un maestoso abito da sposa con cui percorrere la lunga navata di una cattedrale è decisamente allettante. Prima di spedire le partecipazioni di matrimonio però, vi suggeriamo di informarvi circa i requisiti necessari a nozze celebrate in chiesa, con i relativi documenti richiesti. Forse questo aspetto burocratico del matrimonio potrebbe sembrarvi una mera scocciatura: voi vorreste arrivare subito al momento in cui vi scambierete le frasi per matrimonio.

In questo articolo vogliamo aiutarvi a comprendere cosa vi aspetta se decidete di sposarvi in chiesa, adottando il punto di vista di due religiosi che non amano affatto parlare di “obblighi”: grazie al prezioso contributo di Don Riccardo - Parroco della Parrocchia di San Giovanni e Santa Brigida di Piacenza - e di Don Mario Poggi - Cancelliere della Diocesi di Piacenza-Bobbio - è stato infatti possibile disegnare un quadro generale di quelle che sono le ragioni alla base dei documenti necessari a celebrare un matrimonio religioso.

1. Esistono degli obblighi per un matrimonio religioso?

Il principio alla base di un matrimonio religioso, prendendo come esempio quello cattolico, è il fatto che dovrebbe essere dettato dalla fede degli sposi. Fatta questa premessa, non si dovrebbe parlare di obblighi, ma piuttosto di tratti che caratterizzano una persona di una certa religione. Queste informazioni vengono richieste nella fase “istruttoria” dal parroco competente, colui che conduce appunto l’istruttoria del matrimonio.

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Questi potrebbe essere il parroco di uno dei due coniugi (in base alla loro residenza), ma non necessariamente colui che celebrerà le loro nozze. Proprio così, potreste ritrovarvi a indossare un meraviglioso abito da sposa semplice nella chiesetta del paesino di campagna dove siete cresciuti o magari preferire la parrocchia della nuova città dove vi trasferirete insieme: le cose importanti sono che i due preti si mettano in contatto tra loro e che le motivazioni alla base delle vostre scelte siano chiare.

2. Quali documenti sono necessari?

Bisogna fare innanzi tutto una distinzione tra i documenti comuni a tutti i matrimoni, civili o religiosi che siano, e quelli specifici della religione cattolica. Tra i primi, si annovera il Certificato Contestuale, che viene rilasciato dall’Ufficio Anagrafe e che contiene una serie di informazioni di profilazione degli sposi. È anche nell’interesse del parroco conoscere le persone che ha di fronte, di cui celebrerà il matrimonio o che affiderà al prete di un’altra parrocchia o di un’altra diocesi.

Grazie a tali informazioni, il celebrante viene così a conoscenza di:

  • Età degli sposi
  • Residenza di entrambi
  • Cittadinanza di entrambi
  • Stato di famiglia di ciascuno
  • Stato civile di entrambi

Risulta evidente che si tratta di una necessaria base di partenza, dalla quale emergono immediatamente eventuali impedimenti al matrimonio.

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Per quanto riguarda i documenti prettamente religiosi, essi sono:

  • Certificato di Battesimo
  • Certificato di Cresima (da richiedere nella parrocchia ove è stata celebrato tale Sacramento)
  • Certificato di Stato Libero (se si ha dimorato per più di un anno – dopo i 16 anni di età – in una diocesi diversa)
  • Attestato di frequenza del corso di preparazione al matrimonio

Con tali documenti gli sposi, insieme al parroco, compiono il Consenso Matrimoniale. Al termine, il parroco rilascia la richiesta delle Pubblicazioni civili, che vengono eseguite in Comune, e le Pubblicazioni religiose, per le parrocchie ove risiedono gli sposi.
Dopo circa tre settimane, gli sposi sono in grado di ritornare dal parroco, consegnando le avvenute Pubblicazioni civili e religiose: a questo punto è tutto pronto.

Se il matrimonio viene celebrato nella propria parrocchia, non è necessario altro; se invece avverrà in un’altra chiesa, allora il parroco consegnerà al collega parroco (spesso per mano degli sposi) lo Stato dei Documenti e le Pubblicazioni civili, per poter procedere alla celebrazione.
Un altro caso è quello in cui il matrimonio avvenga in un’altra diocesi: occorrerà una vidimazione della Curia della diocesi di provenienza e, spesso, anche di quella dove verranno celebrate le nozze.

Luigi Lombardo

3. Quali motivazioni?

Soffermiamoci per un momento su un documento in particolare: il Consenso matrimoniale, che potrebbe essere visto come una premessa formale alle frasi per promessa di matrimonio. Si tratta di fatto di un’intervista, un colloquio, un dialogo o un questionario che il prete rivolge ai futuri sposi, i quali sono tenuti a rispondere in forma scritta e a firmare, per lasciare traccia delle loro dichiarazioni. Le domande presenti in tale documento sono volte a indagare le motivazioni che sottendono la scelta di sposarsi in chiesa.

Spesso, infatti, molte coppie sono più affascinate dall’idea di poter celebrare le nozze in una location esclusiva quale un’antica chiesa, piuttosto che mossi da una reale fede religiosa. Una domanda di esempio potrebbe essere quella che riguarda la volontà di avere dei figli, uno dei capisaldi della fede cattolica. Ugualmente, il cosiddetto “corso pre-matrimoniale” risulta la naturale preparazione di una coppia che voglia sposarsi davanti a Dio e la cui fede permea le frasi d’amore scambiate. Si tratta di un passaggio necessario per celebrare un matrimonio in chiesa, che deve essere svolto nella parrocchia di uno dei due sposi (la ratio è sempre la vicinanza territoriale), indipendentemente dal fatto che la celebrazione avvenga nella chiesa di un’altra città.

PM Wedding

4. Quali casi particolari?

Infine veniamo ai casi particolari, quali i matrimoni misti: per esempio tra un cattolico e un ortodosso oppure tra un cristiano e un agnostico o ancora, molto più raro, tra un cristiano e un non-cristiano. La nostra religione è aperta alla possibilità che nasca l’amore tra persone diverse per etnia e credo, perché le frasi romantiche parlano una lingua comune. In questi casi il parroco competente presenta una licenza al cosiddetto “ordinario”, ovvero il Vescovo o il Vicario Generale, che include:

  • La dichiarazione del cattolico di non abbandonare la propria fede
  • La dichiarazione del cattolico che si impegna a educare i/i proprio/i figlio/i secondo i principi della religione cattolica
  • La dichiarazione del cattolico di lasciare libero il coniuge di professare la propria fede
  • Tali dichiarazioni devono essere firmate dalla parte cattolica e notificate dall’altra parte, insieme alla firma del parroco.

Come avete potuto notare, la posizione espressa dai due religiosi segue un unico fil rouge: la coerenza. Mentre scegliete il bouquet di fiori, ragionate sul fatto che la scelta tra nozze religiose e civili non debba riguardare solamente una questione estetica, quanto etica e morale. Quello che dovreste fare è rimanere fedeli ai vostri valori, per scegliere il tipo di matrimonio che più si addice alle vostre convinzioni, senza trucchi… solo il trucco da sposa!