Emanuela Rizzo Photographer

Le difficoltà di organizzare un matrimonio a distanza sono sempre tante. Vi capiterà di scegliere un abito da sposa durante le ferie natalizie, di inviare al parrucchiere alcune email con le acconciature sposa dei vostri sogni oppure deciderete di assumere una wedding planner capace di occuparsi di tutto, persino dei segnaposto matrimonio. In questi casi, l’idea di poter sfruttare al massimo il periodo di congedo è fondamentale. Vediamo come è opportuno comportarsi in questi casi.

Sposarsi al tempo della globalizzazione

Il caso di cui vogliamo discutere in questo articolo non è poi così lontano dalla realtà che toccherà da vicino molti sposi. Sì, perché il lento e tumultuoso processo di globalizzazione, ha fatto sì che molti cittadini diventassero ben presto cittadini del Mondo, così come ha fatto sì che molte aziende aprissero le loro frontiere a mercati stranieri e oltreoceano, in cerca di nuove prospettive e migliori strategie di successo.

LABevents

A questo nuovo scenario competitivo, occorre aggiungere la diffusa situazione di precariato che ha colpito le nuove generazioni, spesso costrette non solo a cercare lavoro all’estero, quanto a rivedere le loro necessità in fatto di organizzazione matrimonio. Magari saranno sempre meno quei matrimoni con più di 100 inviti matrimonio spediti a tutti i parenti ma questo continuo scambio di culture, costumi ed usanze sta portando ad una inevitabile tendenza di matrimoni multietnici, bellissimi da organizzare già a partire dalla scelta di un abito da sposa colorato e magari ricco di elementi lontani dalla nostra tradizione.

Tutto bello ma andiamo oltre l’organizzazione…

Niente confini, niente paletti, niente restrizioni. Ecco perché molti si troveranno nella situazione di pensare al proprio congedo matrimoniale seduti sulla scrivania del proprio ufficio oltreoceano. Eh già! Tutto molto bello e patinato se si resta nei confini della pura organizzazione. Il matrimonio è un evento che va anche ben oltre la semplice scelta delle idee bomboniere matrimonio ma prevede una serie di aspetti burocratici da vagliare e mettere in atto. Abbiamo già avuto modo di parlarvi del congedo matrimoniale e di come questo sia disciplinato in Italia ma oggi cercheremo di soffermarci sul particolare caso dei lavoratori all’estero che si sposeranno in Italia.

Giorgia Maddaloni

La prima domanda da porsi

In questi casi, il primo arcano necessario da svelare riguarda proprio le origini dell’azienda. Se state lavorando per un’azienda italiana, regolarmente iscritta in camera di commercio, ma attualmente state prestando servizio in una loro filiale estera, non vi preoccupate, l’azienda è comunque soggetta ad attuare  manovre politiche e privilegi così come disciplinato in Italia: per voi la disciplina sarà la medesima dei lavoratori in Italia.

Diverso invece è il caso in cui vi sposerete in Italia ma non avete la cittadinanza italiana e oltretutto siete assunti da un’azienda straniera e quindi, sotto regolamentazione differente da quella italiana; in questo caso, le manovre di welfare cambiano da Stato a Stato anzi, possiamo dirvi con certezza che in molti casi il congedo non è disciplinato da accordi collettivi ma il tutto è legato a politiche interne aziendali. In Germania, ad esempio, in linea di massima, i giorni concessi per il congedo matrimoniale sono due, stessa cosa in Irlanda mentre in Svizzera sono tre: ben poca roba se paragonata a come incastrare gli svariati impegni anche solo per la scelta e le prove dell’abito da cerimonia uomo.

Francesca Zinchiri

I casi differenti: i matrimoni celebrati all’estero

I lavoratori di aziende italiane che celebreranno matrimonio all’estero, possono usufruire del congedo, purché siano in possesso dei requisiti fondamentali tra cui la residenza in Italia, già prima della data di matrimonio e l’acquisizione dello stato di coniugato anche nel nostro Paese. Inoltre, il lavoratore dovrà produrre al datore, il certificato di matrimonio rilasciato dall’Autorità estera competente (che andrà tradotto e legalizzato presso la rappresentanza diplomatica italiana) insieme al certificato anagrafico rilasciato dal proprio Comune di residenza, asserente che il richiedente è regolarmente coniugato con la persona menzionata sul documento rilasciato dall’Autorità estera. Un processo un tantino più lungo ma che in ogni caso vi permetterà di godere appieno di un diritto ampiamente tutelato in Italia.

Insomma, cercate di trarre degli spunti creativi anche da questo aspetto: se il fatto di prestare lavoro all’estero è una competete bene distintiva della vostra coppia, vi consigliamo di caratterizzare decisamente le nozze con qualche elemento caratteristico che possa riguardare il tema dell’intero evento o anche le bomboniere matrimonio scegliendo, ad esempio, un oggetto, un materiale o addirittura delle bomboniere solidali matrimonio prodotte nello Stato in cui lavorate.