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Matrimonio

Matrimoni misti: la guida completa per fare chiarezza

Che cos'è un matrimonio misto e come si svolge? Cosa pensano la Chiesa cattolica o il Corano a riguardo? Ve lo spieghiamo in questa guida.

matrimoni misti

I tempi cambiano, siamo in un mondo sempre più globalizzato e l’Italia non fa eccezione. Oggi la percentuale di matrimoni misti è cresciuta notevolmente, la media dei matrimoni tra il 2018 e il 2020 si è aggirata intorno ai 195.000 e i matrimoni in cui almeno uno sposo era straniero ha rappresentato il 17% delle unioni. 

Amare è l’antidoto ad ogni tipo di razzismo, la lente che ci permette di vedere gli altri con gli occhi puri e lo sguardo giusto, di andare oltre le differenze e scoprire che è proprio il nostro essere diversi la ricchezza che ci permetterà di amarci per sempre.

Ma cosa significa esattamente matrimonio misto? Chi può sposare chi e secondo quali regole? Ve lo spieghiamo nel nostro articolo.

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Indice:

1. Matrimoni misti come funzionano

Un fenomeno in crescita da almeno una decina d’anni, il matrimonio misto è un rito che prevede l’unione di due individui che professano religione diversa; parlando dell’Italia di solito significa tra un individuo di fede cattolica e un altro di religione distinta. Molti psicologi hanno spiegato questo fenomeno, la psicologia infatti insegna che in genere si crea una coppia per due ragioni, per la curiosità della differenza o per l’affinità con l’uguaglianza. Ecco qui che una cultura diversa, una religione diversa, una modalità di vita diversa ci possono attrarre ancora di più. È un gioco molto difficile, che presuppone poi nel lungo termine un compromesso importante. È qui che l’integralismo dovrebbe giocare la sua parte a favore e non contro. Ci sono molte differenze e regole da seguire a seconda delle religioni che si incontrano, vediamo insieme cosa prevede ad esempio la Chiesa cattolica.

matrimonio misto - macchina vintage

2Cosa dice la Chiesa cattolica: ci si può sposare in Chiesa?

Come si posiziona la Chiesa cattolica a riguardo? È sufficiente che ci sia l’amore che tanto professiamo o ci vogliono altri requisiti e parametri da rispettare per provare che il matrimonio sia ben fondato? Il diritto canonico, riguardo i matrimoni misti sanciva un doppio impedimento: di mista religione e di disparità di culto. Il primo vietava le nozze dei cattolici con acattolici battezzati, ma salvava però la validità del matrimonio; il secondo rendeva nullo il matrimonio contratto da un cattolico con una persona non battezzata. Non si può negare che l’evoluzione e le condizioni del nostro tempo abbiano rapidamente determinato radicali trasformazioni nella vita sociale e familiare, rendendo più difficile l’osservanza della disciplina canonica relativa al matrimonio misto. Fu Papa Paolo VI che nel 1970 rese infatti possibile le celebrazioni dei matrimoni misti, dando il via ad una libertà calorosamente accolta dagli Italiani e facendo impennare il numero dei riti misti praticati nel nostro Paese.

Vediamo allora quali regole impone oggi la Chiesa per unire in matrimonio una coppia mista.

Iniziamo dalla parte di religione cattolica (sposo o sposa), la quale deve:

  • aver compiuto l’iniziazione cristiana ovvero battesimo, comunione e cresima (se non ha ricevuto la cresima deve prepararsi a riceverla)
  • dichiararsi pronta ad allontanare i pericoli di abbandonare la fede e promettere sinceramente di fare quanto è in suo potere perché tutti i figli siano battezzati ed educati nella Chiesa cattolica. Queste promesse devono essere tempestivamente comunicate all’altra parte in modo che questa sia realmente consapevole della promessa e dell’obbligo della parte cattolica.
  • insieme alla parte non cattolica, essere istruita sui fini e le proprietà essenziali del matrimonio ovvero unicità della coppia nell’amore reciproco, stabilità, indissolubiltà del legame matrimoniale, apertura all’accoglienza di figli
  • educare i figli alla fede cattolica

La parte atea o di religione non cattolica (sposo o sposa) non deve convertirsi al cristianesimo ma deve condividere i punti essenziali del matrimonio, ovvero:

  • impegnarsi davanti al parroco a non mettere ostacoli alla pratica religiosa della parte cattolica e all’educazione cattolica dei figli
  • dichiarare davanti al parroco di condividere in coscienza i valori naturali del matrimonio e cioè che il matrimonio che si celebra è unico, esclusivo, perpetuo, indissolubile, fecondo nel senso di aperto alla vita

Se sono soddisfatte queste condizioni il Vescovo della diocesi in cui il matrimonio viene celebrato concede alla parte cattolica la dispensa di sottostare al Codice e dunque di celebrare il matrimonio con rito cattolico. Tale licenza va richiesta al parroco della Chiesa in cui il matrimonio viene celebrato.

In Italia, per contrarre un matrimonio misto religioso, è richiesta, come abbiamo visto, la licenza del Vescovo della parte cattolica. La celebrazione del matrimonio misto o inter-religioso avviene con liturgia della parola. Una celebrazione “ecumenica” che prevede la presenza dei due ministri di culto. Per la validità il ministro cattolico accoglie il consenso degli sposi.

Per la celebrazione in Chiesa ci sono alcune regole da seguire, ovvero:

  • Il rito deve essere celebrato da un assistente della diocesi, vescovo, prete, o diacono e ci devono essere due testimoni
  • Il rito prevede qualche formula diversamente recitata dal celebrante
  • Il rito non prevede la partecipazione alla eucarestia (comunione) della parte non cattolica
  • La partecipazione al rito cattolico , alla parte non cattolica non dà nessuna partecipazione al sacramento, non ha nessun effetto, non lega a nulla e nessuno se non al coniuge
  • Per la parte cattolica è un sacramento valido con tutti le implicazioni conosciute.

Il matrimonio celebrato con rito cattolico esclude la possibilità di ri-celebrarlo con altri riti religiosi.

3Cosa dice il corano sui matrimoni misti

L’islam fa molta attenzione alla definizione di matrimoni misti.  Effettivamente la religione islamica non è transigente nelle unioni tra mussulmani e non, ma le regole sono uguali non per tutti! Gli uomini mussulmani possono unirsi in matrimonio con una donna di religione diversa, ma questa deve provare di appartenere alle cosiddette “genti del libro”, ovvero essere una fedele cristiana o ebrea. In questo caso la donna non è tenuta a cambiare religione, però questa unione può avvenire solo secondo il rito del matrimonio a termine. Il matrimonio a termine, o di piacere, prevede un accordo tra un tutore e l’uomo e il versamento di una dote alla donna, ma è di durata prefissata. Ci possono essere eccezioni, ma molto rare, a questa regola che permettono di  celebrare un matrimonio a tempo indeterminato. Altra possibilità è che la donna, cristiana o ebrea, dopo aver vissuto un tempo con suo marito ed aver capito di amarlo profondamente, decida di convertirsi alla religione islamica e trasformi il contratto del matrimonio a tempo indeterminato.

Situazione diversa è per la donna mussulmana, alla quale non è permesso sposare un uomo non mussulmano.

4Matrimoni misti cristiani musulmani

Potrebbe essere molto delicata l’unione tra mussulmani e cattolici, in quanto L’islam, come abbiamo visto, ha una regola molto rigida a riguardo, secondo la quale un uomo può sposare solo una donna delle “genti del libro”. Questo non dà spazio ad altre interpretazioni ma, fortunatamente, nonostante la rigidità del teorema, ci sono comunque deroghe. Che ne pensa invece la Chiesa cattolica? Il criterio guida per i matrimoni cattolici e mussulmani è ribadito in Amiris Laetitia e prevede che ci sia una valutazione caso per caso con uno sguardo benevolo e accogliente. Ci sono inoltre testi della Chiesa che hanno vocazione di guidare ed informare i coniugi sulle differenze culturali e religiose.

Nel caso specifico di una coppia cattolico-musulmana è molto difficile che l’uomo si converta al cattolicesimo, a differenza della donna, che più spesso accetta anche di abbracciare la religione del marito, ma questo non basta quasi mai a stabilire una completa integrazione fra i coniugi. Via via che passa il tempo e che la coppia ha dei figli, gli ostacoli culturali si trasformano a volte in barriere insormontabili. Non ultimo da considerare il carattere strettamente prevaricatore della sharia (la «via giusta») per le donne sposate ad un musulmano, che devono accettare, senza eccepire, tutti i dettati del marito, compresa la poligamia.

Alla domanda quindi “si possono sposare un cattolico e un mussulmano” possiamo rispondere sì, ma è molto importante che ci sia vero amore, comprensione ed una volontà di incontro tra le due parti.

Abbiamo consultato varie weddig planner e abbiamo chiesto loro cosa ne pensano.

Ecco cosa ci dice Sabrina Gambato di Ti amo ti sposo Weddings: C’è stata una progressiva apertura della chiesa cattolica ad accettare i matrimoni misti. Ci capita molto spesso di avere coppie dove lo sposo o la sposa sono atei, ma capiscono ed apprezzano la fede del loro compagno/a e la stimano perchè spesso ne condividono i valori, senza seguire un particolare credo.

Molte delle nostre coppie straniere sono coppie miste e l’approccio al credo del compagno/aè sempre molto rispettoso e comprensivo. Il comune denominatore è sempre condividere la stessa visione della famiglia, dei figli e in generale della gestione del futuro insieme, è proprio questa sintonia che li spinge a sposarsi e a condividere un percorso di lungo periodo insieme.

Se ti sposi con un musulmano dovete consensuare molto bene come vorrete realizzare il banchetto, in quanto i musulmani non possono mangiare molte delle pietanze che si servono normalmente in un banchetto ricevimento italiano di stampo laico cristiano, come ad esempio la carne di maiale e quindi i salumi e non possono nemmeno bere alcolici, altro punto di discrepanza con le nostre tradizioni. L’importannte in questo caso è parlarne prima e arrivare ad un punto d’incontro e poi affidarsi nelle mani esperte di un catering, che saprà consigliarvi perfettamente su pietanze alternative. Ecco ad esempio una lista con i migliori catering per matrimoni a Roma.

5Matrimoni misti in italia

Il fenomeno delle coppie miste In Italia è un fenomeno sempre più in crescita e ci fa notare, per fortuna, che sono cambiati i nostri valori rispetto all’integrazione, fotografia di un’Italia che cambia. Molto spesso il problema dei matrimoni misti infatti è più a livello religioso che culturale. I matrimoni misti, in cui uno sposo è italiano e l’altro straniero, ammontano a oltre 24 mila nel 2019 e rappresentano una parte consistente dei matrimoni con almeno uno sposo straniero. Nelle coppie miste, la tipologia più frequente è quella in cui lo sposo è italiano e la sposa è straniera; questo tipo di matrimonio riguarda il 9,1% del totale delle celebrazioni a livello medio nazionale. Le regioni in cui si concentrano i matrimoni misti vedono in testa la Lombardia, l’Emilia e il Veneto.

Debora Cavalieri ci racconta la sua esperienza di wedding planner a Milano alle prese con vari matrimoni misti: “Personalmente lavoro molto spesso con coppie dove uno dei due sposi è di origini e cultura non italiana. Milano, città cosmopolita, ospita moltissimi matrimoni misti e ogni anno crescono sempre più. Non solo matrimoni religiosi ma anche civili.

Nel matrimonio religioso , lo sposo o la sposa di professione religiosa non cattolica solitamente si converte con un percorso spirituale alla religione cattolica e il matrimonio avviene con funzione tutta italiana.  Ma non è detto che vada sempre così, molto spesso è lo sposo o la sposa di professione cattolica che si converte alla professione religiosa del futuro coniuge! Io sto seguendo proprio in questo periodo un matrimonio in cui sarà lo sposo cattolico a convertirsi a religione ortodossa e il rito religioso avverrà proprio in una bellissima chiesa ortodossa nel centro di Milano. Nel matrimonio civile ci tengo personalmente, oltre a seguire l’iter italiano, a dare spazio anche a un rito che richiami le origini e la cultura dello sposo o della sposa che provengono da uno stato diverso dal nostro.

Gli ospiti partecipano sempre con grande entusiasmo a questa tipologia di rito civile, perché viene dato spazio a due culture che seppur diverse si uniscono andando a formare una famiglia nuova, molto speciale . 

Mi emozionano sempre questa tipologia di matrimoni!”

conetti riso

6Matrimoni misti, e se nascono problemi?

Sui matrimoni misti ci sono scuole di pensiero contrastanti, da sempre la diversità è considerata ricchezza, ma può essere anche un problema a volte. È innegabile che alla diversità sotto l’aspetto propriamente religioso, si accompagna abitualmente un’altra e talora più profonda diversità: quella che coinvolge l’etnia, la nazionalità, le tradizioni, tutto quel complesso di stili di vita, mentalità, formazione culturale che concorre a delineare l’identità di una persona e del gruppo sociale a cui appartiene. Nell’unione di due religioni molto diverse si hanno molto spesso problemi relativi alle frequentazioni esterne alla famiglia, all’educazione dei figli, all’alimentazione scelta, fino all’abbigliamento preferito. Ci sono studi che purtroppo rivelano che 8 matrimoni misti su 10 falliscono a causa delle troppe differenze. A contrario Papa Francesco nella sua esortazione all’amore Amoris Laetitia definisce i matrimoni misti delle unioni con speciali difficoltà ma anche un luogo privilegiato di dialogo.

Non possiamo dirvi con certezza se sarà un successo o un fallimento, l’unica cosa che ci sentiamo di dirvi è che ‘Omnia vincit amor’ovvero: l’amore vince su tutto. Sono secoli che lo sappiamo eppure continuiamo a dimenticarcelo. Pensare che mai quanto oggi potrebbe essere questa la soluzione contro le ondate di razzismo, l’intolleranza, le  incomprensioni di cultura e religioni… Per noi che l’amore lo celebriamo tutti i giorni non c’è alcun dubbio: è l’amore la miglior medicina contro ogni discriminazione! Quindi viva i matrimoni misti, se alla base c’è il rispetto e l’amore.

Della stessa opinione è Sabrina Gambato di Ti amo ti sposo Weddings che afferma: “Nella mia esperienza i matrimoni misti portano con se una grande ricchezza per il “matrimonio” inteso come giornata e rituali. Sono una grande occasione per mostrare agli ospiti rituali magari non conosciuti a tutti, è un momento di condivisione e di crescita per tutti i partecipanti. Personalmente cerchiamo di valorizzare all’interno della giornata delle nozze entrambe le culture, mostrandone il carattere distintivo.”

Speriamo di avervi fatto un po più di chiarezza sul tema delle unioni miste, soggetto molto sensibile e che tenevamo a cuore.

E voi in che situazione siete? State organizzando le vostre nozze? Scegliendo il vostro abito da sposa? Date un’occhiata al nostro magazine, troverete molti altri articoli interessanti o scaricate il nostro ebook per avere tutto sotto controllo!

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