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Usato sia per il matrimonio religioso che per quello civile, il rito delle candele celebra l’unione della coppia, donando alla cerimonia di momenti carichi di emozioni.

Normalmente chi decide di sposarsi in chiesa tende a seguire la cerimonia tradizionale, pertanto, questo rituale, chiamato anche rito della luce o cerimonia delle candele, spesso viene celebrato da chi ha scelto il matrimonio civile.

Ciò non vieta che possa adattarsi ad entrambe le modalità, poiché simbolizza l’unione di due persone in una sola e, dunque, l’essenza del matrimonio. 

Quando e come?

Durante la cerimonia, la celebrazione del rito si colloca dopo lo scambio degli anelli. A questo punto gli sposi prenderanno ciascuno una candela accesa e insieme si accingeranno ad accenderne una terza, più grande, simbolo dell’unione indissolubile delle due anime.

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Le candele degli sposi dovranno essere più piccole e dovranno essere già accese al momento della cerimonia. Normalmente si utilizzano candele alte e sottili.
Durante il rituale, la persona che officia le nozze accompagnerà i gesti degli sposi passo passo, spiegando in cosa consiste il rito e il suo profondo significato. Si possono anche scegliere delle letture da far recitare a parenti o amici. Ci sono coppie che preferiscono recitare un testo proprio, come uno scambio di promesse.

Una volta accesa la candela più grande le altre due possono essere spente, per simboleggiare l’abbandono del nucleo familiare originale, oppure possono essere lasciate accese per rappresentare una continuità tra la nuova famiglia appena creata e quelle di origine. Ognuno è libero di interpretare e scegliere la modalità che sente propria.

In alternativa alla recitazione di promesse o altri testi, si può scegliere di accompagnare il rito delle candele con la semplice spiegazione dell’officiante nonché con una musica particolare e suggestiva, che incornici questo momento simbolico e fortemente emotivo della cerimonia.