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Quando i vostri ospiti riceveranno l’invito di matrimonio, non potranno prevedere come questo si svolgerà. Magari avrete indicato loro un dress code per i loro abiti da cerimonia, ma di certo non avrete rivelato il menù di nozze, né tantomeno se vi sarà o meno l’Open bar. Tale formula all inclusive prevede che gli ospiti, una volta lasciati sui tavoli della cena i segnaposto di matrimonio, siano liberi di ordinare bevande in quantità illimitata. Ma è davvero così semplice come sembra? Ecco 6 cose da sapere prima di richiedere questo invitante servizio di nozze!

1. Come sono i vostri invitati?

Innanzi tutto dovrete passare in rassegna i volti delle persone a cui avete spedito le vostre partecipazioni di matrimonio originali: come sono i vostri invitati? Non è detto, infatti, che l’Open bar sia un’opzione adatta a tutti. Solitamente è consigliabile adottarla non solo quando gli ospiti sono giovani… dovranno infatti essere anche amanti dei cocktail. Se, ad esempio, tra i vostri invitati ci saranno soprattutto bevitori di vino o birra, forse è il caso di pensare a soluzioni alternative. Allo stesso tempo, se al vostro matrimonio saranno presenti molti bambini, ricordatevi di segnalarlo alle persone a cui vi affiderete per il servizio di Open bar. Il motivo? Innanzi tutto per una questione di fornitura delle bevande adeguate, come succhi di frutta o anche latte, oltre che per l’esclusione dei più piccoli dai costi previsti per le ordinazioni alcoliche… non vergognatevi a chiederlo.

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2. Ma soprattutto… quanti?

Un altro fattore importante da considerare è il numero di persone da segnalare ai vostri fornitori dell’Open bar, sia che si tratti dei medesimi ristoratori della location, che dei responsabili del catering o di un altro servizio esterno. I costi legati all’Open bar dipenderanno infatti dal numero di persone: ovviamente nel conteggio non potrete escludere nessuno, anche se sapete che vostra nonna non toccherà un goccio di alcol. L’Open bar prevede infatti richieste di ogni tipo: dall’acqua agli amari, dalla bibita ai cocktail. Per farvi un’idea, molte spose affermano che la cifra media pagata a persona oscilla intorno ai 10 euro.

3. Non solo un’opzione

La verità è che quella di pagare una quota per invitato non è l’unica opzione possibile quando si parla di Open bar. L’alternativa, proposta da alcuni baristi, è quella di accordarsi per un numero di consumazione alcoliche e analcoliche da destinare agli invitati. I responsabili del bar monitoreranno “i bicchieri riempiti” e, nel caso di eccessi, gli sposi dovranno pagare gli extra a parte.

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4. Niente sorprese con l’Open bar a tempo!

La soluzione precedente vi sembra un po’ troppo complessa? Potete sempre optare per una cifra prestabilita a priori, basata su una stima calcolata in base al numero di ore di lavoro e a quello degli invitati. In questo caso potete stare tranquilli e lasciarvi andare in scroscianti risate sull’onda delle frasi per matrimonio divertenti che vi hanno preparato i vostri invitati… lette con un cocktail in mano, naturalmente.

5. Occhio alle scelte!

Come dicevamo, è importante conoscere i gusti dei vostri invitati, cosicché possiate compiere le scelte giuste riguardo alle bevande da proporre all’Open bar. Per esempio – a meno che non abbiate solo amici sommelier – è sconsigliabile acquistare bottiglie di vino raffinato, che solo pochi potrebbero richiedere e apprezzare. Meglio optare per le cose semplici, come i grandi classici intramontabili: un flut di bollicine, un mojito fresco, un bicchiere di acqua con una fettina di limone… e saranno tutti felici.

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6. Soluzioni ibride e cocktail personalizzati

La sposa indossa un abito da sposa invernale? Non fatevi scappare l’occasione di ricreare l’atmosfera di una baita di montagna, con un angolo bar in legno pronto a servire grappe aromatizzate, gustose creme di caffè e calici di vino che scaldano il cuore. Se infatti vi sposate d’inverno e la vostra location è al chiuso, perché non proponete un Open bar alternativo? Da un lato potreste concordare con il barista una formula ridotta: alcune spose hanno fatto così, pagando 2 euro a persona solo per gli amari.

Dall’altro lato, potreste limitare la fornitura di bottiglie di alcol, prevedendo una lista di cocktail predefinita (e quindi un certo numero di combinazioni di bevande). Il bello di questa idea è che potreste ispirarvi ai locali metropolitani che servono cocktail d’autore, magari scegliendo di persona i loro nomi, con il supporto del barman. Qualche esempio? “Oggi Sposi”, “Mr.&Mrs.”, ma anche brevi frasi romantiche, perché no? Liberate la fantasia!

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Cosa ve ne pare dell’Open bar? Scommettiamo che vi siete già messi a pensare alle frasi per matrimonio più accattivanti da proporre come nomi dei cocktail. Scherzi a parte, il successo riscosso negli ultimi anni da questa soluzione di intrattenimento serale dimostra quanto sia generalmente vincente. E poi, sì sa, con un pizzico di “coraggio liquido”, chissà che anche tra i vostri amici non nascano bellissime frasi d’amore.