Tamara Casula
Tamara Casula

Uno dei settori più colpiti dalla pandemia da Covid-19 è senza dubbio il settore nuziale. L'Istat ha infatti segnalato che nel 2020 si sono celebrati ben 97mila matrimoni in meno rispetto al 2019, dati che ci fanno subito intuire le difficoltà sia dei fornitori del mondo del wedding -che hanno dovuto affrontare e affrontano tutt'oggi cospicue perdite economiche- sia degli sposi, i quali hanno dovuto posticipare la realizzazione di un sogno, straordinario dal punto di vista emotivo quanto impegnativo sotto l'aspetto economico. Nonostante ciò, la Commissione di Bilancio ha bocciato metà dell'emendamento sul bonus matrimonio, concedendo l'aiuto solo alle aziende e non agli sposi, che si sono visti sfuggire un rimborso che sarebbe potuto ammontare a 25mila euro.

Bonus matrimonio 2021: cos'è?

Nel DL Sostegni bis è stata inserita una misura volta ad aiutare il settore nuziale, che consiste nello stanziamento di 60 milioni di euro di contributi a fondo perduto. Secondo la proposta iniziale presentata a Camera e a Senato, a richiedere il bonus matrimonio dovevano essere sia le aziende che gli sposi, in misure e forme diverse. In sostanza, si sarebbe trattato di una detrazione del 25% per le spese sostenute dalla coppia durante l'organizzazione del matrimonio e un contributo a fondo perduto per le aziende. 

Sara Art Photography
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Bocciati i 25mila euro per gli sposi

Brutta notizia per le coppie di novelli sposi. Montecitorio ha bocciato l'emendamento che includeva uno sconto fiscale per tutte le coppie che sarebbero convolate a nozze negli anni 2021, 2022 e 2023. Il bonus matrimoni prevedeva, infatti, la possibilità di detrarre il 25% delle spese affrontate durante l'organizzazione delle nozze, fino a un massimo di 25mila euro. Questa detrazione sarebbe stata spalmata sotto forma di cinque quote annuali di pari importo in dichiarazione dei redditi e avrebbe dovuto includere quasi tutte le spese relative alle nozze, quali il servizio catering, trucco, acconciatura, affitto della location, fotografo, fiori, vestiti e servizio di wedding planning. 

Di nuovo sogni infranti, quindi, per tutte quelle coppie che avevano sperato nel bonus matrimonio e che ieri si sono riversate a Roma per protestare contro questa decisione, che certo non gioverà alla ripresa del settore nuziale. Il bonus, infatti, avrebbe sicuramente incentivato le coppie a riprendere l'organizzazione di un matrimonio rimandato più e più volte o a decidere finalmente di fare il grande passo. 

Sara Art Photography
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Ricordiamo comunque che prima dell'introduzione del bonus matrimonio, che avrebbe dovuto essere valido per tutti a prescindere dal reddito, le coppie di sposi potevano -e possono tutt'ora- richiedere anche un assegno per congedo matrimoniale all'Inps, ovvero un ulteriore bonus (ristretto però a determinate categorie di lavoratori) da usare nei 30 giorni successivi alla data delle nozze. Secondo il sito Inps l'assegno spetta a entrambi i coniugi, i quali devono soddisfare alcuni requisiti:

  • contrarre un matrimonio civile, concordatario o unione civile;
  • aver lavorato per almeno 15 giorni presso aziende industriali, artigiane o cooperative nei 90 giorni precedenti alle nozze;
  • non stiano fruendo di un periodo di malattia o sospensione dal lavoro.

L'assegno per congedo matrimoniale può essere richiesto direttamente al datore di lavoro, allegando il certificato di matrimonio e lo stato di famiglia.

Be Creative - Josephine Caruso
Be Creative - Josephine Caruso

Sì al fondo perduto per le aziende

Buona notizia, invece, per le aziende del settore nuziale, le quali potranno ricevere il bonus matrimonio 2021. Si tratta di un contributo a fondo perduto, molto simile a quelli concessi alle aziende costrette a chiudere durante i vari lockdown. I titolari di partita IVA, residenti in Italia o stabili sul territorio italiano, potranno richiedere il 30% della differenza tra il calo di fatturato annuale del 2020 e quello del 2019. Nel caso, invece, di aziende nate nel 2019 o nel 2020 si prevede un forfait di 5mila euro.

Per richiedere il bonus matrimoni, le aziende devono inoltre soddisfare i seguenti requisiti: 

  • devono svolgere attività di impresa, arte o professione, oppure devono produrre reddito agrario;
  • devono essere impiegati (e identificati tramite codice ATECO) nel settore del wedding o della ristorazione collettiva (settore HORECA). 

Le aziende dovranno compilare un'autocertificazione che successivamente sarà sottoposta a controlli da parte dell'Agenzia delle Entrate. Nell'autocertificazione si dovrà mostrare il calo del fatturato e inserire il codice ATECO (combinazione alfanumerica che identifica una ATtività ECOnomica).

Sara Art Photography
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È vero, non è andata bene per tutti; quella che doveva essere una ventata di aria fresca si è rivelata una buona notizia solo a metà. Ma come abbiamo detto più volte in questo periodo di pandemia: l'amore non si ferma, ed è giusto che, nonostante le difficoltà, l'immensa macchina del settore nuziale cominci nuovamente a muovere i suoi ingranaggi.