Daniela Nizzoli
Daniela Nizzoli

Nell’immaginario collettivo c’è la donna con un bouquet sposa e una mano stretta al braccio del suo papà. Poi c’è l’immagine dello sposo, scortato sottobraccio dalla madre, col il suo bellissimo abito da cerimonia. Ma sarà ancora vero tutto questo? Come si è evoluto nel tempo questo antico rituale? Ne parliamo in questo articolo, indicando chi può accompagnare lo sposo all’altare e chi può scortare la sposa, senza dimenticare i consigli di galateo per sposi e accompagnatori.

Il papà della sposa, come vuole la tradizione

Sono ancora tante le coppie che si sentono legate all’antica tradizione di farsi scortare all’altare dal proprio papà, per quanto riguarda la sposa, e dalla propria mamma per quel che concerne lo sposo. Si tratta di un passaggio intriso di significati: è la famiglia di origine che traghetta i propri figli verso il loro futuro. Verso una nuova famiglia.

Ma quanto regge ancora questa antica tradizione? Chi accompagna la sposa all'altare in mancanza del padre? Sono tanti gli interrogativi che è bene porsi anche perché le situazioni particolari esistono eccome e nessuno deve trovarsi in difficoltà nel momento in cui deciderà a chi affidare questo ruolo. Eccone alcune:

• genitori che non ci sono più;
• rapporti burrascosi con le famiglie d’origine;
• non si vuole escludere uno dei due genitori, specie se si sta celebrando un’unione civile.

Eleonora Ferri - Love Storyteller
Eleonora Ferri - Love Storyteller

Spazio a entrambi i genitori

Questa bellissima possibilità nasce dalla specifica volontà di non voler escludere nessun genitore. Infondo, se il concetto alla base dell’accompagnamento è ben noto, chi meglio dell’intera famiglia può simboleggiare questo passaggio alla nuova vita? E così vi troverete con in mano un bellissimo bouquet di fiori mentre avrete sottobraccio mamma e papà. I presupposti fondamentali sono che abbiate entrambi i genitori vivi e che ci sia una buona armonia famigliare.

Un ingresso “allargato”

E se si è ben lontani dal classico concetto di famiglia: chi accompagna la sposa all'altare? Se i vostri genitori sono divorziati e magari risposati o conviventi con nuovi compagni, nulla vi vieta di farvi accompagnare da padre e patrigno oppure da madre e matrigna. Anche in questo caso i presupposti sono fondamentali dal momento che si parla di famiglie “allargate”: un’ottima armonia famigliare e il fatto che entrambi i vostri genitori abbiano una felice nuova vita con i loro rispettivi compagni, non possono assolutamente mancare. Sarebbe indelicato farlo se avete vostra madre risposata mentre vostro padre è rimasto single.

Un mix & match sempre vincente

Ora, la domanda sorge spontanea: chi accompagna lo sposo all'altare se non ha la madre? E la stessa cosa vale per la sposa in assenza del padre. Innanzitutto potete liberamente prevedere un matching : la madre che accompagna la propria figlia se il padre non c’è più e il padre che accompagna il proprio figlio se la madre non c’è più. In assenza dei genitori, sono i fratelli o i cognati che, per vicinanza, sostituiscono il ruolo tradizionalmente assegnato ai genitori.

Le persone del cuore

A volte, però, non sono i legami di sangue a rendere unite le persone. Ecco che entrano in gioco gli amici e i colleghi con cui si ha un rapporto speciale. Chi meglio di loro può ricoprire questo ruolo? Fateglielo sapere con una partecipazione matrimonio originale, in cui è compresa una dedica speciale.

Snap2 Photostudio
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Un ingresso che sfida la tradizione

E chi l’ha detto che questo ruolo può essere ricoperto solo da un…“umano”? Se l’amico fedele, colui che considerate più vicino e speciale, è proprio il vostro amico a 4 zampe, nulla vi vieta di farvi scortare da un piccolo peloso scodinzolante. Molti scelgono gli animali per portare le fedi nuziali dopo lo scambio delle frasi per promessa di matrimonio ma perché non sceglierli anche per il rito d’ingresso?

Una famiglia, già famiglia

E se le nozze giungono dopo un periodo di convivenza o dopo che si hanno già dei figli? In questo caso parliamo di coppie che sono già famiglia e allora le possibilità sono diverse:

• fate il vostro ingresso insieme, mano nella mano;
• fatevi accompagnare dai vostri figli sia che abbiate figli in comune sia che abbiate dei figli nati da unioni precedenti.

Sarà anche questo un bel messaggio di famiglia allargata che renderà tangibile le frasi d’amore scambiate sull’altare.

Emanuela Rizzo Photographer
Emanuela Rizzo Photographer

Chi accompagna la sposa all'altare: galateo e consigli utili

Raffinatezza, eleganza e portamento: sono questi gli ingredienti indispensabili per un buon rito d’ingresso;
camminata lenta e decisa per gli sposi e i loro accompagnatori;
• il bouquet va retto con la mano sinistra durante l’ingresso, va poi poggiato sul banco o dato alle damigelle per poi essere ripreso all’uscita;
• una volta giunti all’altare, è lo sposo che saluta l’accompagnatore e solleva il velo dal viso della sposa;
• se si indossano i guanti, questi vanno sfilati una volta giunti all’altare.

C’è un’ultima possibilità che abbiamo voluto includere senza fare nessuna distinzione: avete piena facoltà di decidere se fare il vostro ingresso da soli, senza alcun accompagnatore. E ci riferiamo in particolar modo alle spose che non amano l’idea di sentirsi traghettare e consegnare da un uomo all’altro. Avete scelto un abito da sposa anticonformista, avete un carattere ribelle oppure col vostro ingresso volete simboleggiare indipendenza e piena autonomia? Bene: varcate pure l’ingresso del luogo della cerimonia da sole, senza uno specifico accompagnatore. Vi assicuriamo che nessuno vi ruberà la scena!