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Ortodossia. Questo termine deriva dal greco: όρθος "corretto" e δόξα "opinione". Il matrimonio cristiano ortodosso si differenzia dal matrimonio cristiano cattolico per alcuni particolari che derivano da una fede coltivata in modo diverso. L’amore, l’abito da sposa, alcuni riti e le fedi non mancano nemmeno in questa funzione nuziale, ma non sentirete pronunciare la celebre frase da matrimonio “finché morte non vi separi” e di certo non udirete nessuna frase per la promessa di matrimonio pronunciata dagli sposi. Scoprite perché.

Cos’è il cristianesimo ortodosso?

All’inizio esisteva un unico ceppo cattolico, che attorno all’anno 1000 D.C. vide la divisione netta tra cristiani cattolici e cristiani ortodossi. Oltre a queste due religioni altre erano nate e nacquero, poi, dallo stesso ceppo cristiano. Ma, ad oggi, cattolici ed ortodossi hanno punti in comune e diverse differenze rimaste nel culto della loro religione, che influenzano naturalmente anche il rito del matrimonio. L'esempio più concreto: le chiese ortodosse permettono che i preti e i diaconi siano sposati. Le chiese ortodosse, inoltre, considerano il Papa come Patriarca ma non come capo della Chiesa.

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Il significato dei matrimoni ortodossi

Il matrimonio ortodosso è un rito che non vuole sancire che i due sposi siano uniti finché la morte non li separerà, dato che la loro presenza al rito significherà per i presenti osservanti che i due innamorati si stanno impegnando davanti a Dio come coppia. E proprio perché la dimensione è quella religiosa, il loro impegno come marito e moglie è inteso all’infinito, nell’eternità e oltre la morte, che non potrà quindi dividerli.

Per la chiesa ortodossa quel primo matrimonio non è ripetibile, è un’occasione unica, tanto che, nel caso in cui un fedele si risposi, il rito celebrato sarà totalmente diverso rispetto a quello del primo matrimonio: si tratterà di un modo per legittimare a livello religioso questa nuova unione, ma avrà un valore molto differente rispetto alle prime nozze. I testimoni, che possono essere amici degli sposi, non sono padrini ma devono solo testimoniare che il rito è avvenuto: non è necessario siano sposati e nemmeno che siano di fede ortodossa, fatta eccezione per indicazioni diverse indicate caso per caso dal singolo prete.

Il rito del matrimonio, parte uno: il fidanzamento

Il matrimonio si svolge con due celebrazioni principali, il fidanzamento e l’incoronazione, che un tempo si svolgevano in due momenti diversi e ora sono invece condensati in un unico rito. Il fidanzamento inizia quando i due sposi si presentano davanti al prete, lui in abito formale e lei in un vestito a sua scelta, che sia un abito da sposa semplice o un modello più sfarzoso. Gli sposi tengono in mano dei ceri e vengono benedetti. Successivamente è il prete stesso che infila gli anelli all’anulare degli sposi: le fedi poi vengono scambiate ripetutamente per simboleggiare l’arricchimento che ogni giorno della loro vita lega gli sposi, con un reciproco scambio.

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Il rito del matrimonio, parte due: l’incoronazione e la conclusione

Dopo il fidanzamento, gli sposi si sistemano su un tappeto e il prete pronuncia tre preghiere e unisce le mani degli sposi, spesso legandole con un nastro e pone delle corone sul capo degli sposi. Anche in questo caso, le corone vengono scambiate tre volte. Questo elemento influenza di certo l’outfit della sposa, che non indosserà veli ingombranti o acconciature per sposa semiraccolte a centro testa. Seguono l’incoronazione delle letture e la conclusione del rito. Al termine della cerimonia, il prete porge una coppa di vino benedetta ai due sposi, che ne bevono un sorso e poi procedono a camminare per tre volte nella chiesa, in una sorta di processione. Solo alla fine verranno sciolti i nastri che legano le mani dei due coniugi: anche se è consueto vedere una sposa ortodossa con un bouquet di fiori, pare difficile maneggiarlo con disinvoltura durante il rito!

Matrimoni misti: un cattolico e un ortodosso

Cosa accade quando un membro della coppia che si vuole sposare è cristiano cattolico e l’altro è cristiano ortodosso? Ci sono linee generali, che non sono regole ferree ma solo indicazioni, che dipendono dal Vescovo del luogo, al quale il prete fa sempre riferimento. Questo vale per le consuetudini, per le eccezioni e anche per i matrimoni cosiddetti “misti”. La linea generale dice che il matrimonio “misto” può essere o solo cattolico o solo ortodosso e che la celebrazione non può essere eseguita (anche in tempi differenti) in entrambe le chiese: c’è da sceglierne una sola. Il Battesimo è previsto in entrambi le fedi, per cui gli sposi devono essere battezzati.

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In ogni caso, se i due sposi sono di paesi diversi e si vuole celebrare un matrimonio cattolico in Italia e un matrimonio ortodosso in un altro paese, la situazione si complica e l’unico modo per avere una risposta certa è quella di chiedere prima di tutto al parroco cattolico italiano e al prete o al vescovo ortodosso dell’altro paese, per avere una conferma che passa prima di tutto dalle decisioni e interpretazioni di questi soggetti, che devono effettivamente decretare la validità di entrambi i riti. In tal caso, potrete preparare ben due inviti di matrimonio a due nozze e tagliare due torte: di certo siete fortunati a vivere due volte un così bel giorno.

Gli sposi cattolici e gli sposi ortodossi, tutto sommato, partecipano a due celebrazioni differenti, anche se ci sono diversi punti in comune tra i riti delle due fedi cristiane. Per cui aspettatevi un matrimonio senza le promesse di matrimonio e magari con delle corone a cui non siete abituati, ma rimane comunque un matrimonio nel quale gli sposi non possono rinunciare ad un abito da sposa in pizzo, ad un ricevimento con i propri cari e magari ad un bouquet da sposa di peonie! Tutto sommato, ci sono così tanti punti in comune tra le due cerimonie!