Matrimonio

Il Governo dimentica i matrimoni e il settore wedding scende in piazza

È successo di nuovo: nell'ultimo DPCM non si parla di matrimoni. Da oggi, 26 aprile, "riapre il paese" ma nel decreto non c'è accenno al settore wedding. Per questo, nella giornata di oggi, sono state indette proteste in tutta Italia.

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"Oggi, 26 aprile 2021, l'italia "riapre", ma senza fiori d'arancio. Come riportato in quest'articolo, nell'ultimo DPCM del 22 aprile 2021 si ignora ancora una volta il mondo degli eventi e dei matrimoni, uno dei settori maggiormente penalizzati in Italia a seguito delle restrizioni dovute alla pandemia, e che è ormai completamente fermo da ottobre dello scorso anno.

Per questo motivo, Matrimonio.com, insieme ad altre importanti associazioni, ha lanciato la petizione "SOS Matrimoni! Salviamo insieme il settore nuziale" per richiedere al Governo una normativa chiara e stabile, un piano di incentivi fiscali per le coppie e un programma di contributi economici per il settore, con l'intento, inoltre, di riunire sotto lo stesso cappello tutte le richieste inviate al Governo dalle diverse associazioni, aziende e professionisti del settore nel corso degli ultimi mesi.

"Questi matrimoni s'hanno da fare!": le proteste in tutta Italia

Il mondo del wedding non ci sta! In seguito alla esclusioni da parte del Governo colpevole di non avere indicato nemmeno una data di ripresa dei matrimoni, oggi, in tutti i capoluoghi di regione, sono previste una serie di manifestazioni e class action contro lo stesso: da piazza Montecitorio a Roma al Palazzo della Presidenza della Regione a Palermo, con l'obiettivo di richiedere attenzione verso il settore e un urgente protocollo per la pronta ripresa dei matrimoni.

Manifestazione nazionale del 26 aprile: le richieste del settore eventi

Sposi e addetti ai lavori vogliono delle risposte e una data certa di ripartenza. Le mobilitazioni nazionali dell'intero settore del wedding indette da Unanime – la confederazione delle associazioni di categoria del settore Matrimoni ed Eventi –, in collaborazione con Filiera Eventi Unita e, per la piazza di Roma con Insieme per il Wedding, richiedono oggi:

1. Approvazione immediata dei protocolli di ripresa

2. Adozione del calendario per la riapertura dal 1 giugno

3. Ristori per le aziende del comparto

Il comunicato di Federmep

Anche Federmep (FederMatrimoni ed Eventi Privati), l'associazione di categoria nazionale che rappresenta tutti i professionisti e le aziende del settore, aderirà alle manifestazioni. Attraverso un comunicato stampa richiede infatti "la ripartenza immediata e ristori adeguati':

"Federmep, Assoeventi e Feu (Filiera Eventi Unita) chiedono approvazione del protocollo per la ripartenza e conseguente ripresa dei matrimoni e degli eventi privati, adeguamento del fondo e accelerazione nella liquidazione dei ristori, attivazione di una class action. Questo il manifesto che gli operatori economici del settore wedding and events illustrano oggi dalle 11 in dodici piazze d'Italia (Milano, Torino, Trieste, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Campobasso, Bari, Palermo, Cagliari) in altrettanti flashmob organizzati da Unanime, la confederazione che raccoglie 15 associazioni del comparto, in collaborazione con Federmep, Assoeventi e Feu. Una delegazione delle associazioni parteciperà alla manifestazione di Roma indetta da Insieme per il Wedding".

Il comunicato segue riportando le conseguenze della crisi COVID-19 nel settore nuziale:"Oltre 50mila operatori economici e oltre mezzo milione di lavoratori sono fermi per decreto da 14 mesi. Imprese e professionisti che fino al 2019 con la loro attività creavano un giro di affari da circa 60 miliardi all'anno, drammaticamente ridotto del 90 percento. Nonostante le garanzie a tutela della salute pubblica contenute nel protocollo che abbiamo presentato alle istituzioni - spiegano Serena Ranieri, Michele Boccardi e Adriano Ceccotti, in rappresentanza di Federmep, Assoeventi e Feu - il governo ha inspiegabilmente deciso di non indicare nessuna data per la ripresa dei matrimoni e degli altri eventi privati, cancellando di fatto anche la stagione estiva. Una scelta irragionevole che avrà conseguenze pesantissime per il settore: se non sarà indicata da subito una data per la ripartenza il 2021 sarà persino peggiore del 2020. La prima metà di quest'anno è già persa, senza certezze rischiamo di perdere anche buona parte degli eventi di luglio. Tradotto in numeri: un calo del fatturato di circa il 40 percento sul già devastante 2020 e una perdita sul 2019 di circa il 95 percento. Quel che chiediamo è straordinario: tornare a lavorare, a realizzare i sogni dei nostri sposi e degli altri clienti. Alla luce dell'ultimo decreto siamo i più colpiti dalle restrizioni imposte dai governi e pretendiamo risarcimenti adeguati, non le briciole arrivate sino ad ora. Gli emendamenti al decreto Sostegni sono un timido passo: quello definitivo è contenuto nella class action che stiamo predisponendo", concludono Ranieri, Boccardi e Ceccotti.

Unisciti alla petizione di Matrimonio.com

Se vuoi far sentire la tua voce, firma e condividi la petizione di Matrimonio.com! Clicca qui: SOS Matrimoni! Salviamo insieme il settore nuziale.

Salviamo insieme il settore wedding!

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