NS Videomaker
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Le avete sentite dire mille volte da mamma, nonna e vicine di casa, tanto che oramai sono entrate nel vocabolario comune: si tratta di espressioni dialettali e frasi sul matrimonio legate a un immaginario collettivo che proviene dal passato. Ma cosa significano veramente? Cosa c’è dietro queste affermazioni e perché oggi non sono più attuali? Se state per indossare l’abito da sposa e convolare a nozze, probabilmente ve ne avranno già rivolte alcune: noi ne abbiamo trovate 5 e abbiamo scoperto che hanno poco a che fare con le frasi d’amore!

1. “Sposare un buon partito”

Anche se i tempi sono molto cambiati, la parola libertà non ha mai fatto rima con matrimonio. In particolare, tra le famiglie più facoltose era normale organizzare matrimoni di convenienza che portassero ad alleanze politiche per placare battaglie o iniziare nuove conquiste. A quei tempi, per l’occasione si soleva realizzare uno scudo diviso a metà, su cui venivano impressi gli stemmi di appartenenza di ciascuno degli sposi. Si trattava di una decorazione nuziale che chi aveva ricevuto l’invito di matrimonio si aspettava di trovare: tale “scudo partito” era infatti un importante simbolo di unione.

Elena Gatti Photography
Elena Gatti Photography

Con il passare degli anni, il termine ha mantenuto il riferimento alla famiglia di appartenenza dei giovani, in particolare dello sposo: la ragazza che sposava un buon partito, si maritava con un giovane di famiglia benestante, con una buona reputazione e, tendenzialmente, piuttosto ricca. Oggi secondo voi è ancora così? Lo sappiamo che vi unite in matrimonio per amore, ma sappiamo anche che, nei sogni di vostra nonna, c’è sempre il desiderio che la sua nipote preferita… sposi un buon partito!

2. “Auguri e figli maschi!”

Al giorno d’oggi alcune coppie si scambiano le frasi per promesse di matrimonio infilandosi gli anelli nuziali portati dai loro bambini nelle vesti di paggetto; altri si ritrovano a rispondere a domande del tipo “vorresti un maschietto o una femminuccia?” nel momento in cui confidano il loro desiderio di avere figli dopo le nozze. In passato, invece, era impensabile che una coppia avesse bambini fuori dal matrimonio e, in particolare, veniva dato molto peso al genere del piccolo: prima di tutto la prole maschile avrebbe portato avanti il cognome della famiglia dei più ricchi e, per quanto riguarda i poveri, avrebbe costituito una forza lavoro sicura. Da qui l’augurio di fare figli maschi…e non di certo al singolare!

Hunny Pixel
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3. “Chi porta a casa la pagnotta”

Questa espressione proviene dal passato e denota che, nel concetto di famiglia tradizionale, c’era solo un membro della famiglia a lavorare per provvedere al sostentamento di moglie e figli: il marito. Detto in altri termini, stiamo parlando del capofamiglia: colui che lavorava, guadagnava e aveva quindi diritto a prendere tutte le decisioni. Anche se l’emancipazione femminile è un caposaldo dei valori odierni, non è raro che oggi all’interno di una coppia lavori una persona sola. Le motivazioni possono essere le più svariata, legate alla difficile situazione economica del nostro Paese, a scelte di investimento nello studio, a motivi di salute o anche solo a ragioni personali. Una cosa è certa: anche se è l’uomo a “portare a casa la pagnotta”… non si può dire lo stesso dei pantaloni!

4. “Avere la botte piena e la moglie ubriaca”

Questa frase racchiude in sé molti significati. Tanto per cominciare, si tratta di uno spaccato di vita di campagna: quelle dei proprietari terrieri che conservavano il proprio vino in botti di legno, al fresco delle cantine della loro tenuta. La bevanda zuccherina, infatti, non poteva mai mancare anche nei pasti più frugali e gli uomini lavoravano duramente per ottenere la propria cantina di famiglia. Allo stesso tempo, dopo aver indossato un modesto abito da sposa vintage, le donne di campagna erano destinate a una vita fatta di ripetitivi lavori casalinghi, che sapevano renderle annoiate, scontrose e poco inclini a soddisfare i desideri dei loro mariti dopo un’intensa giornata di lavoro.

Rock'n'roll Weddings
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Per renderle più malleabili, allegre e meno intransigenti, i mariti avevano capito che offrire loro un bicchiere di vino poteva aiutare. Nonostante tale concezione possa apparire piuttosto maschilista, bisogna tuttavia riconoscerle una certa tenerezza: dopotutto, questa frase denota un amore incondizionato verso la propria moglie, che non ammette altre opzioni per superare le inevitabili difficoltà della convivenza se non una sorsata di allegria liquida!

5. “La promessa sposa con una buona dote”

Anche in questa frase ci celano due parole che rivelano un quadro perfetto di una società d’altri tempi: promessa e dote. La prima, svela una pratica molto comune in passato, quella dei matrimoni combinati dai genitori, che promettevano in sposa la propria figlia con il giovane membro di una famiglia di pari disponibilità economiche, se non più ricca. In questo modo avrebbero garantito alla ragazza un futuro agiato, grazie alle ricchezze del marito, che auspicabilmente non le avrebbe fatto mancare niente.

D’altra parte però, anche la famiglia della sposa doveva metterci la sua parte: si trattava della dote, ovvero del complesso dei beni che la moglie portava al marito a titolo di contributo agli oneri del matrimonio, spesso rappresentato anche da immobili o opere di grande pregio. Esatto, tutte quelle frasi romantiche che caratterizzano i matrimoni di oggi, un tempo erano un lusso che solo pochi potevano permettersi!

In conclusione possiamo dire che l’evoluzione della lingua è una cosa meravigliosa, specialmente quando mantiene in vita un folclore che da un lato diventa memoria del passato e dall’altro occasione di riflessione sul presente, trasformando quegli stessi modi di dire in frasi per matrimonio divertenti per le nozze di oggi. E voi? Dopo aver spedito le partecipazioni di matrimonio, quante frasi di questo tipo vi siete sentiti rivolgere?