Il matrimonio di Gabriele e Beatrice a Roma, Roma
Country Estate Beige 2 professionisti
G&B
30 Giu, 2018Il racconto del nostro matrimonio
E' stato un sogno ad occhi aperti.
Cominciamo a dire che il nostro matrimonio l'avevo sempre sognato al Borgo di Tragliata, da quando si è sposata la mia testimone. Quel giorno lui mi disse: " il nostro sarà così", e così tutte le mie decorazioni fai da te, il concept, ogni cosa è stata pensata e progettata per quel posto magico.
La sera prima, come era prevedibile, non ho dormito, un po' per i pensieri che mi frullavano in testa, un po' perchè, per non rovinare l'abito, ero andata direttamente a dormire nel borgo, dove la sera prima c'era un altro matrimonio, e a me piaceva vedere la macchina in movimento prima del grande giorno. Avrò dormito si e no tre ore, alle 5.30 ero già in piedi, apro la finestra e vedo che non c'è neanche una nuvola in cielo (meno male! era stata una settimana piovosa, ma gli ultimi due, tre giorni il sole splendeva) non riuscivo a riprendere sonno e così sono scesa al massello, nella parte inferiore della location, per un caffè. Poi sono risalita in stanza e ho iniziato a montare i rolli per l'acconciatura. Verso le 10.00 sono scesa di nuovo, con i rolli montati per stare un po' con mia madre, tutti i miei cognati e relative nipoti, mio suocero e mia suocera sarebbero arrivati con mio marito poco prima del matrimonio.
Continua a leggere »Non mangio quasi nulla, in prospettiva del ricevimento (ahah si, come no, povera illusa, non sapevo che gli sposi al loro matrimonio non mangiano di solito). Scatta l'ora x per la preparazione. Andiamo in camera io, mia sorella e mia madre. Mia sorella ha pensato al trucco e io e mia madre al parrucco. Mentre mia sorella mi preparava sono iniziati ad arrivare gli ospiti e, con loro, il fotografo, insieme all'assistente e una mia cara amica, che praticamente è stata con me tutto il tempo della preparazione. L'atmosfera aveva un che di frizzante, eravamo tutte emozionate, le mie amiche mi sono venute a salutare mentre mi preparavo, ma, ahimè, la tensione di mia madre le ha fatte scappare! Tiriamo fuori l'abito, sì quell''abito, quello che ho sognato, desiderato, immaginato, progettato con mia nonna prima che ci lasciasse, realizzato da una mano giovane e gentile che ha dato forma ai sogni, sotto la direzione "tecnica" di mia mamma e i consigli di mia sorella.
Siamo state mezz'ora da sole nel momento clou della preparazione, e quella poverina di mia sorella è dovuta stare dietro di me, scalza con le gambe divaricate, per non schiacciare la coda, a chiudermi bottoncino dopo bottoncino, mettiamo sulla testa il velo et voilà ero pronta, solo che era già tardi! La cerimonia era prevista per le 17 ed erano già le 17.30. Ora, considerate che ero in una stanza che aveva due entrate: una piccina piccina picciò, e un portale (essendo una chiesola sconsacrata), ecco io dovevo uscire dal portale, ma era chiuso! Ero lì tutta bella pronta, mentre a tranquillizzarmi arriva il marito della mia testimone, con tanto di figlia in braccio e mi dice che mio marito è emozionatissimo. Io però non riuscivo a reggere più quell'attesa, arriva mio fratello (mi ha accompagnato lui perchè il mio papà non c'è più), è stato fino all'ultimo giorno indeciso se accompagnarmi o no, perchè lui si imbarazza terribilmente a stare al centro dell'attenzione e io gli avevo lasciato la scelta, non volevo obbligarlo se non se la sentiva; mi chiede con tutta la tranquillità del mondo: "cosa devo fare?". Gli ho detto (con fare da regista proprio dell'ambito da cui vengo) : "Lo vedi l'abito? Allora non possiamo stare nè appiccicati nè troppo lontani, ci prendiamo così", facendoglielo vedere: "camminiamo e arrivati alla fine, ti vai a sedere dove stanno mamma e M." e lui: "ah, ma devo camminare facendo uno due, uno due?" "no, no, cammina normalmente tranquillo". Era un'altra persona, mai visto cosi tranquillo, va beh, finalmente si apre il portale.
Inizio a camminare (devo dire un po' impaurita dai sanpietrini del viale) ma poi ci prendo dimestichezza. Era il pomeriggio perfetto per sposarsi, anche perchè la campagna laziale, nel tardo pomeriggio d'estate, offre dei panorami e delle luci meravigliose. Mentre attraverso il viale, passando per il giardino dove avremmo fatto il ricevimento (chi si è sposato al Borgo Antico di Tragliata sa di cosa parlo) succede una cosa da film: io a un certo punto mi sono fermata per vedere i nastri dell'angolo Photobooth che svolazzavano al vento, creando un gioco meraviglioso, nel frattempo anche il mio velo ha iniziato allegramente a svolazzare, se non che, quattro mani, pronte all'evenienza, erano lì, dietro di me, a guardarmi le spalle, come è capitato spesso nel nostro percorso da quando ci siamo conosciute, erano le mie due migliori amiche. Mi giro e con tutta la tenerezza del mondo le guardo, non potevano che esserci loro con me in quel momento di attesa e meraviglia.
Arriviamo poco prima dell'entrata in chiesa e vedo due piccoli angioletti, vestiti di bianco come me: erano le mie due nipotine insieme a una delle mie cognate, bellissima nel suo vestito lungo, mi fa cenno di aspettare e in quel momento il piccolo corteo si ferma, in effetti mi accorgo in quel momento che ancora c'era il canto d' ingresso dello sposo. Mentre aspetto mi giro verso le mie due amiche e dico: "solo voi potevate essere con me in questo momento", guardo anche mio fratello, era contento e forse anche molto emozionato. Mia cognata accompagna le bimbe all'entrata e lascia loro il cuscinetto delle fedi che avevo fatto con tanto amore. Le seguo.
Una volta salito l'ultimo scalino, sì, sembrava che il tempo si fosse fermato. La luce di quel giorno sembrava la luce dei sogni, questo mi sembrava, era una luce dorata e aveva qualcosa di speciale, mi sentivo serena e felice, ho guardato le mie piccoline e gli ho detto, per fare loro coraggio: "siete pronte?". Aspettavamo tutti quel momento da più di un anno e loro erano molto prese dal loro ruolo di principessine, insieme alla zia. Siamo entrati in chiesa e io guardavo gli invitati sorridendo. Erano lì, erano tutti lì, tutte le persone che ci hanno accompagnato nel nostro percorso di coppia, che hanno tifato per noi negli anni ,erano lì ad emozionarsi con noi, in una cornice bellissima tra l'altro (i fiori erano meravigliosi e in tinta con quella luce spettacolare) questo è stato il primo approccio finchè, finalmente, i miei occhi sono stati catturati da quelli di mio marito. Era bellissimo, bellissimo e non trovo le parole per descriverlo: emozionato, felice e, finalmente, era arrivato il momento tanto atteso e desiderato.
Arrivata all'altare io vedevo solo lui e, dopo aver salutato le piccine e mio fratello, ci lanciamo in un abbraccio che volevo che non finisse mai, si è stretto a me talmente a lungo che a un certo punto ho dovuto dirgli: "Amore, dai, siamo in chiesa". Ci prendiamo per mano e ci mettiamo ai nostri posti. Le mie amiche hanno dovuto armeggiare non poco per sistemarmi strascico e velo. Entra il sacerdote, lui è il mio padre spirituale, è una persona meravigliosa ed ero felicissima che celebrasse.
Inizia la messa. Una volta sistemata, mi sono girata verso i miei testimoni, altri due migliori amici: una è la mia... mmm come la definisco? Non c'è un modo per definirla, perché da quando ci siamo conosciute ci siamo subito prese come "sorelle a pelle"(tra l'altro lei si era sposata qualche anno prima al Borgo, facendoci innamorare del posto e della formula di matrimonio che abbiamo adottato anche noi), poi il mio testimone beh, che dire di lui? E' un grande! Ci conosciamo dal liceo e abbiamo passato dei sabati interminabili tra Trivial Pursuit, passeggiate in centro, e feste con torte in faccia, un nostro caro amico, quando gli ho detto che mi avrebbe fatto da testimone, mi ha detto: "hai fatto bene a scegliere G.! Perchè è una persona su cui sai che potrai sempre contare!. Mi sono trovata assolutamente d'accordo. Insomma, mi giravo ogni tanto verso di loro come per dire: "ci siete?". Emozionatissimi tutti e due, dietro di loro anche il coro della mia parrocchia, tra cui c'è un mio amico carissimo, M., anche lui fratello "di pelle", con cui ho condiviso tanto di questo matrimonio, che si è offerto di farmi i bellissimi libretti della messa e che dirige il coro della Chiesa, avendo anche, tra l'altro, l'ugoletta d'oro. Era direi quasi commosso.
Andiamo a leggere le letture io e mio marito; al salmo ho quasi attaccato le due strofe per l'emozione, era cosa strana per un'attrice, però tanto siamo bravi e baldanzosi sul palcoscenico quanto impacciati e timidi nella nostra vita privata. Don S. fa la sua omelia, la cosa meravigliosa(che io tra l'altro mi aspettavo, perchè lui ha la capacità di avvicinare i giovani con parole semplici) è che tutti sono rimasti affascinati dalle sue parole, un po' perchè conosceva sia me che mio marito, e un po' perché ha questo dono.
Arriva il clou della cerimonia, il punto nevralgico. Io e la mia metà avevamo scelto una formula, tra quelle indicateci durante il corso prematrimoniale, in cui eravamo noi stessi a fare la promessa (per intenderci non la semplice risposta "sì, sì"), bellissima. A un certo punto durante la lettura, leggo "Cristo" invece di "Dio" e lui inizia ad avere un'attacco di risarella, di quelle che se non ti blocca qualcuno, non ti fermi: eravamo lì con Don S. cercava di trattenersi, con il microfono ritratto, come per dire: "avete finito?". Gli invitati, ad un certo punt,o hanno riso insieme a noi, io a quel punto sussuro: "amore dai, come a teatro, su, fai un bel respiro" e ce l'abbiamo fatta, siamo andati avanti, pfiuuu meno male. Scambio degli anelli: fino a quel momento le nostre due piccine erano state tranquille tranquille ma era arrivato anche il loro momento. Insieme, con il cuscinetto in mano, arrivano verso di noi un po' intimidite, ma sia noi che Don S. le abbiamo fatte avvicinare con i nostri sorrisi, era un momento importante e loro ne facevano parte con noi, figuratamente e letteralmente. Ci scambiamo gli anelli e ci abbracciamo di nuovo. Applausi. Eravamo marito e moglie.
A questo punto, di solito, gli sposi devono prendere la pisside e il calice per l'offertorio e, siccome le due piccoline erano rimaste con noi, prendo per mano io l'una e mio marito l'altra, e andiamo verso l'uscita, dove, di solito, vengono messi su un tavolino, per essere portati all'altare. Ma arriviamo alla fine della navata e mi giro a destra, mi giro a sinistra:non c'erano! Un nostro amico chiede: "ma che state cercando?". Io, giuro, non so come me ne sono uscita, ho detto, nel romanesco più totale: "ah regà, se semo persi la pisside e il calice". Poi mi giro e vedo Don S. che stava lì tranquillo tranquillo con la pisside e il calice davanti. Torniamo ai nostri posti e, a questo punto, succede una cosa di una tenerezza infinita: le due bimbe stavano lì accanto a noi, da una parte del nostro banco, io e mio marito ci guardiamo con intesa e fa salire una davanti a me e una davanti a lui, e loro, tutte contente, sono rimaste con noi lì fino a quasi fine messa (dico quasi perchè, in preda alla gioia poi, a un certo punto, si sono messe a ballare dietro di noi, esultanti). Finalmente, durante il momento della pace, sono riuscita ad interfacciarmi con i miei e i suoi familiari: mamma mia tutti in lacrime!. Poi la cosa veramente bella è che io e lui, durante tutta la celebrazione, ci siamo tenuti la mano, proprio come quando andiamo tutte le domeniche a messa. Il momento della pace per me è il momento speciale tra me e lui perché, oltre alla mano, lui mi dà sempre un bacino sulla fronte, e aspetto sempre con gioia quel momento della messa.
Comunione. Fine celebrazione. Firme: altra cosa divertente, mia madre mi aveva raccontato che per sbaglio (non mi ricordo se lo ha fatto o lo stava per fare) al suo matrimonio stava per fimare sotto parroco invece che sotto sposa e io, per evitare l'inconveniente, ho scientemente chiesto a Don S. dove dovevo firmare. Fine celebrazione, finalmente mio marito riesce ad abbracciarmi come si deve, si era tenuto tanto: "ma quant'è bella mia moglie!" Foto di rito con i parenti stretti, il coro e i testimoni tutti felici e commossi, una delle mie due sorelle aveva pianto talmente tanto che aveva tutto il trucco scolato, poverina. Rimaniamo soli con la testimone di mio marito che proprio non ce la faceva a trattenere la lacrimuccia: "uagliò, quant' sit' belli! Mè, non me fate chiagn'". Stavo per ricominciare pure io, e pensare che mi ero portata da casa pure il fazzoletto di pizzo. Non pervenuto.
Ecco, momento riso! Divertentissimo, avevo pensato a mille strategie, quali nascondermi sotto il velo, ma anche le strategie: non pervenute. Ci siamo beccati il riso, eh, va beh, è tradizione d'altronde.
Sì, anche i coni portariso e le cassette in cui contenerli li avevo fatti io, con tanto amore, come anche i ventagli usati in chiesa e come tante altre cose che avevo fatto nell'attesa di questo giorno, un po' come le donne che si cucivano, un tempo, il corredo.
Torniamo a noi: dopo il riso, finalmente ho baciato mio marito, ohhhh, ci voleva!
Poi, appena ho sceso le scale, ho visto solo facce! Non sapevo dove girarmi, facce facce, facce, facce, saluti, baci e abbracci. Però era bellissimo, perchè gioivano tutti con noi!
Per evitare il momento imbarazzante tra fine cerimonia e inizio ricevimento, in cui gli invitati aspettano mezz'ora, se non di più, per fare le foto, uno ad uno con gli sposi e così far aspettare troppo gli altri per l'inizio dell'aperitivo. Ho fatto una bella cosa, questo anche perchè il fotografo è stato anche molto bravo, foto di gruppo parenti e foto di gruppo amici, così tutti felici ma senza attese snervanti.
Inizia la festa! Io ancora ero con il velo che volevo togliere per non rovinarlo, visto che avevo in progetto di tramandarlo a mia sorella, ma comunque siamo arrivati e il maitre (bravissimo e gentilissimo soprattutto) ci offre il primo calice di champagne, la band ha iniziato a suonare (erano fighissimi! In stile vintage, giovani e pieni di energia) e, tra un saluto e l'altro ,accade l'unica cosa che mi ha terrorizzata per un anno intero a causa di un racconto di mamma (il suocero, per sbaglio, ha dato una manata al cameriere con un vassoio intero di caffè: il vestito preso e buttato, ahimè!). Beh, per mano mia, rovescio il calice di prosecco di mio marito sul mio adorato vestito! Panico! Ricordate la mia amica? Quella che ha assistito a tutta la mia preparazione? Mi prende sottobraccio, insieme ad un altra mia amica e andiamo in stanza preda a un fuggi fuggi generale! Mi tolgo il velo e lei :" Beatrì non toccarlo, non ci mettere l'acqua che è peggio!". Prende il phon e lo asciuga: "questo tra poco se ne va e non si vedrà niente" e: magia! Il prosecco, essendo chiaro, si è asciugato e come se non fosse successo nulla! Meno male, non avevo ancora fatto le foto! Me ne torno bella bella e tranquilla alla festa, pronta a godermi le pietanze! Mi siedo al tavolo con mio marito e mi godo la scena: era tutto molto dinamico, anche grazie al fatto che la formula che avevamo scelto prevedeva il buffet, che era più a misura nostra, essendo giovani e sgangherati attori. Ma la cosa divertente, e questo è un trucchetto per godersi il proprio matrimonio, è che mio marito diceva: "oh, è il nostro matrimonio, non ci si crede!". Cioè, ci sentivamo invitati, e questo ci ha fatto essere spontanei e ci ha fatto venire voglia di divertirci senza troppi formalismi. Avevo appena iniziato gli antipasti e, come nelle migliori tradizioni, arrivavano i nostri amici al tavolo a farsi due chiacchere, e la cena me la sono proprio dimenticata. Avevo voglia di andarmi a fare un giro per i tavoli insieme a mio marito e così abbiamo fatto, al termine di questo giro mio suocero invita la band a suonare un lento, cosa che non avevamo previsto perchè avevamo in serbo una sorpresa per i nostri ospiti. Durante quel lento ho provato tutta la gioia e la meraviglia di essere abbracciata all'unico uomo che sia mai riuscito a conoscermi e amarmi veramente e che amavo profondamente, di un amore bello e vero. Gli ho detto: "tutto questo è per te amore!". Alla fine del lento, il fotografo ci prende e ci fa una foto sotto all'albero, con le lanterne che avevo fortemente voluto e realizzato per creare un'atmosfera da favola al calar della sera. Ci assentiamo una mezz'oretta, il tempo giusto per fare le foto insieme, con alcuni amici che ci hanno raggiunti nel giardino segreto del borgo. Torniamo e mio suocero prende il microfono per dedicare il "tema dei giganti": insieme a tutta la famiglia, annessi e connessi, anche con le mie due piccole nipotine davanti a loro. Gli invitati e noi in delirio a fine canzone. Poi è stato il turno di mia madre, ovviamente idem e, dopo, della mia testimone, talmente tanto le brillavano gli occhi che ha fatto di quel momento un momento di tenerezza pura. Ohhh, era ora di tirare fuori l'asso dalla manica mia e di mio marito. Indovinate: come si mettono insieme (o rimettono insieme nel nostro caso) due attori? Che domande! Recitando! E cosa? Attacchiamo con la scena del balcone di Romeo e Giulietta. Urla di gioia appena sentono la prima battuta del monologo di Romeo. Meno male che nel giardino c'era una ringhiera a mo' di balcone per la sottoscritta. Sì, c'era anche la regista di quello spettacolo, nonchè insegnante che ci ha formati e cresciuti. Orgogliosissima dei suoi attori.
Alla fine delle dediche e della scena, la band si scatena e con noi tutti gli invitati! Siamo al calar della sera e le fiaccole erano accese, creando un atmosfera avvolgente e romantica, tra chiacchere e balli, arriva il momento della pizzica, pensata appositamente per i nostri amici pugliesi e anche per me, perchè adoro la pizzica. Mi levo le mie belle scarpine col tacco e via! Durante il ballo sono pure caduta, ma mi stavo talmente divertendo che ci ho riso sopra ed è passata la paura. Finita la pizzica, i nostri amici pensano bene di farci un simpatico scherzetto goliardico, con un presentatore d'eccezione, che è un nostro caro amico e collega e che ,secondo me, è portato ad essere il nuovo Cirilli. Soprassediamo sul tipo di domande che ci hanno inflitto durante questo scherzetto, ve le potete immaginare: battute sulla prima notte di nozze e annedoti sulla nostra vita di coppia, non dico altro. Al termine dello scerzetto arriva la bellissima wedding naked cake, mmmm che buona! Ma soprattutto era anche bella, con i fiori sopra e il cake topper realizzato da me, semplice ma carino come me e lui. Foto foto, foto e strafoto sulle note de "la prima cosa bella" (la nostra canzone) e altro lento su "la bella e la bestia". Scontato? Mah sarà, ma mi sono sempre sentita un po' Belle.
Piano piano le persone anziane iniziano ad andare via e arriva il momento bomboniera: avevo fatto dei portaconfetti molto carini con scatoline di legno, decorati con un fiocchetto e una rosa di nastro fatta da me e avevo previsto di donare i semi di lavanda da piantare, ma purtroppo i semi di lavanda sono microscopici e per questo, un sacco di quelli grossi grossi non è possibile ordinarlo. Poi abbiamo trovato e ordinato dei barattolini che, dentro, avevano già terra e semi piantati, bastava aprirli e innaffiarli e sarebbe cresciuta la lavanda. Abbiamo scelto la lavanda perchè il borgo ha un punto in cui ci sono cespugli interi di questo fiore e io l'ho usata, seccata, per decorare le partecipazioni e gli inviti. Tra l'altro è una bomboniera country ed ecofriendly, così come tante decorazioni del matrimonio. I nostri amici sono rimasti ancora per un po' a ballare e poi ci siamo dati a qualche chiacchera nottura e, alla fine, gli sposi strafelici della festa e un po' brilletti, si sono ritirati in camera. E siamo alla fine di questo bellissimo racconto, lungo ma emozionante. Meno male che il tempo non è stato troppo veloce perché mi sono goduta tutto! Tranne il cibo, ahimè, che non ho avuto il tempo materiale di mangiare, torta compresa, sigh!
Alla fine di tutto mi sono resa conto di una cosa: noi femminucce spesso ci concentriamo molto sulla festa, decorazioni, bomboniere. L'abito è un discorso a parte perché è la cosa su cui nessuna è disposta a soprassedere, diciamocelo, me compresa. Toglietemi tutto ma non l'abito! (Tra le frivolezze del matrimonio intendo,ovviamente). Però quel giorno qualsiasi inconveniente possa succedere, tu ormai non te ne accorgi, perchè la cosa veramente importante, e questo l'ho capito col senno di poi, siete tu e lui: il resto è secondario o, almeno, lo diventa. La parte più bella e toccante è stata la cerimonia, che alla fine, se ci pensate, è, e deve rimanere, il momento più importante. Altra cosa: fregatevene delle critiche, mio suocero ha detto una frase che è stato il mio mantra tutte quelle volte che avevo paura delle critiche per le cose fai da te: "critica per critica, tanto vale che fate quello che volete voi!. Non saranno mai tutti tutti soddisfatti, vuoi per gusti e abitudini. Noi siamo stati fortunati perchè, diciamo il 98% degli invitati, sono rimasti estasiati e quel 2%, pazienza! É una questione di gusti! Noi, se lo dovessimo rifare, lo rifaremmo esattamente così! Dalla a alla z.
Ps: metto le foto degli amici perchè ancora non ho quelle ufficiali
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