Il matrimonio di Tommaso e Sara a Livorno, Livorno
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12 Set, 2025Il racconto del nostro matrimonio
Abbiamo deciso di sposarci il 12 agosto 2025 perché quel giorno erano esattamente dieci anni che stavamo insieme. Ho organizzato tutto io, da sola, nel dettaglio. La mattina siamo andati al comune e lì ho indossato l’abito di mia madre, con un bouquet identico al suo. La cerimonia era riservata ai pochi intimi, perché quel momento, con l’abito di mia madre, doveva essere solo nostro (purtroppo non ho più i genitori da qualche anno).
Dopo di che siamo corsi a Villa Margherita, nella nostra camera, dove ho fatto i preparativi: trucco, parrucco e indossato l’abito, realizzato interamente a mano da una sarta di fiducia. Ho indossato la collana di mia nonna, regalata da mio nonno, anche lui ci ha lasciati solo due anni fa. Ho preparato i miei tre cuccioli pelosi: Zazu, il maschietto, mio accompagnatore all’altare insieme a mio fratello, con un elegante papillon nero, come lo sposo; Nala, con papillon verde smeraldo come le damigelle, accompagnatrice di Tommaso insieme a suo fratello; e infine Bice, la canina di mia mamma che ora è con noi, con un fiocco bianco come la sposa e una scatolina porta-fedi.
Continua a leggere »Le damigelle, cioè le mie quattro migliori amiche da quando ero bambina, erano in camera con me a fare i preparativi. Anche loro avevano vestiti su misura dalla sarta, e avevo fatto realizzare per loro delle vestaglie verdi e per me una bianca con il nome di ognuna scritto dietro. Inoltre, ho regalato loro un bracciale di fiori. Abbiamo fatto le foto dei preparativi e poi siamo scesi.
Ah, dimenticavo: la cosa più emozionante dei preparativi è stato il regalo che mio marito mi ha portato in camera: una bellissima lettera e un bonsai di ulivo, con la promessa di piantarlo nel giardino della nostra nuova casa.
Tornando a noi, siamo scesi: logicamente Tommaso per primo, con suo fratello, accompagnati dalla canzone suonata al violino “Come nelle favole” di Vasco Rossi, dedicatagli da me. Poi io e mio fratello, con la discesa delle damigelle sulle note di “Piccola stella” di Ultimo, sempre suonata al violino, canzone che Tommaso mi aveva dedicato dopo il nostro grave incidente in cui ho perso una gamba.
La terrazza era stupenda, a picco sul mare, con un arco pieno di fiori che ci incorniciava. Al centro c’era un tavolo con candele per il rito della luce, che avevamo scelto, e una composizione di fiori con un palloncino biodegradabile con la scritta “Un passo dal cuore, a un bacio di distanza”, frase che ho tatuato per i miei genitori. C’era il leggio per la celebrante e, intorno a noi, le sedie per gli invitati: più vicino a noi i testimoni e i nostri fratelli, subito dietro le damigelle, e poi tutti gli altri ospiti. Tutto era perfettamente abbinato alla palette dei colori del matrimonio (champagne, verde smeraldo e bianco latte).
Per gli ospiti avevo fatto realizzare ventagli e coni con petali veri essiccati per non inquinare. La cerimonia è stata bellissima e commovente, e ci siamo scambiati le nostre promesse con lettere scritte su pergamena. Il lancio del palloncino è stato emozionante, così come Bice che ci ha portato le fedi. Ah, dimenticavo: per gli ospiti, nell’attesa, avevamo preparato bevande analcoliche per rinfrescarsi.
Finito il rito, è iniziato il servizio fotografico, mentre i nostri ospiti facevano un aperitivo di benvenuto. Avevamo messo a disposizione polaroid da regalare, quiz, libri, un angolo foto con Photo Booth e un quadretto dove inserire cuoricini con dedica, che poi è rimasto a noi come ricordo. Una volta arrivati, abbiamo fatto le foto con gli invitati e, dopo un antipasto a isole (formaggi, mare e terra), siamo entrati ai tavoli.
Avevo preparato un tableau mariage con bottiglie di vino riempite di colorante verde; al posto dell’etichetta c’era il nome del tavolo con i nomi dei vini che ci piacciono di più e sotto i nomi degli ospiti. L’apparecchiatura era perfetta: tavoli tondi con al centro ampolle di vetro con acqua, fiori e candele galleggianti, mentre per noi c’era un’enorme cascata di fiori intorno al tavolo. Per gli invitati avevamo stampato un cartoncino di ringraziamento con QR code per caricare le foto della giornata e un segnaposto inciso sul legno con il nome di ciascuno, che fungeva anche da portachiavi con cordoncino.
La nostra DJ e intrattenitrice è stata favolosa. Le avevamo detto che non volevamo momenti bui, e così è stato: siamo partiti subito con le dediche, prima mio fratello, poi le mie damigelle una ad una, e infine mio cognato, che ha concluso con un brindisi e l’alzata dei tovaglioli sulle note di una canzone da coro. Negli altri momenti, tra una portata e l’altra, ci sono stati gratta e vinci con karaoke e il gioco della scarpa tra me e Tommaso.
Il menu: primi piatti paccheri con pesto di pistacchio e frutti di mare, calamarata con pesto siciliano, melanzane e scamorza; secondi e contorni: grigliata di mare con orata, gamberone al cognac e moscardini aromatizzati, patate al forno.
Dopo siamo passati al taglio della torta sulla terrazza con quattro sparkular, accesi ogni volta che alzavamo il bicchiere. Dopo il dolce c’è stato il lancio del bouquet: per le donne lo ha preso la mia migliore amica e damigella d’onore, per gli uomini mio cugino, che un mese dopo ha fatto subito la proposta alla sua ragazza. Poi frutta e spiedini con fontana di cioccolato bicolore, passaggio di amari e via con il primo ballo su “A te” di Jovanotti.
Non è finita: abbiamo allestito un open bar e partito la silent disco. Infine ho consegnato le bomboniere: tappi-bottiglie color oro con un cuore intrecciato sopra, e scatoline con confetti. Siamo rimasti a dormire lì e il giorno dopo piscina con gli amici più stretti e pranzo. Tutto è stato ripreso da un videomaker e due fotografi.
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