Il matrimonio di Joris e Valentina a Bologna, Bologna
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J&V
06 Lug, 2019Il racconto del nostro matrimonio
Ho conosciuto Joris per caso il primo giorno in cui ho messo piede in Belgio e non è un cliché quando dico che poco tempo dopo sapevo già che sarebbe stato l'uomo della mia vita. Come il nostro è stato un amore a prima vista, ma contrastato nei tempistiche delle rispettive carriere e nelle differenze culturali, così il nostro sogno di un matrimonio da fiaba ha dovuto superare imprevisti di ogni sorta prima di vedersi realizzato, nei mesi precedenti come il giorno stesso.
Eppure, tornando indietro, rifaremmo mille volte le scelte che ci hanno portato all'altare il 6 di luglio, perché le parole non bastano a descrivere l'emozione provata quel giorno e il fatto che sia stato "tutto in salita" fino alla fine lo ha reso davvero ancora più nostro nostro.
Da quando la mattina abbiamo consegnato alle rispettive famiglie i nostri doni-un fazzoletto ricamato per mia madre o un fermacravatte per suo padre, un plettro in argento -per lui, il musicista che mi ha rubato il cuore- mentre da me i ritardi si moltiplicavano: nel momento in cui le mie testimoni mi regalavano un anello con una pietra di topazio ("qualcosa di nuovo, di blu"), la zip del vestivo aveva deciso di bloccarsi in modo piuttosto problematico, causando un ritardo negli scatti della vestizione e quelli canonici con le mie damigelle, di blu vestite. Saremmo quindi già dovuti essere fuori di casa quando siamo usciti di corsa, nel caldo torrido dei 37 gradi all'ombra alle 15 di pomeriggio, e immaginate come la mia tensione abbia reagito quando la batteria dell'automobile di fotografi ha deciso di piantarci in asso, lasciandoli a piedi e a 45 minuti di distanza dalla chiesa! Abbiamo dovuto improvvisare arrivando, tutto sommato, con un discreto ritardo -mentre i disguidi si susseguivano: io non facevo che ripetere di comunicare a mio marito che "non era assolutamente colpa mia!" mentre lui, poveretto, veniva bloccato ad attendere fuori al sole per trenta interminabili minuti, invece di entrare in navata come concordato; nello stesso momento, uno dei pullman che dovevano portare gli ospiti alla pieve di lasciava tutti a piedi perché troppo grande per scalare i tornanti dell'Appennino, nonostante avessi insistito per mesi su questo dettaglio. E che dire de i ventagli che avevamo fatto personalizzare per ogni donna presente da distrubuire fuori dalla chiesa, erroneamente distribuiti a tutti i primi arrivati, lasciando più della metà degli ospiti senza?
Continua a leggere »Voi direste che tutto questo sarà stato finalmente spazzato via quando ho percorso la navata sulle note di "A thousand years" suonate da un trio d'archi come avevo sempre sognato...no? Eppure le candele posizionate a sopresa dalla mia fiorista di fiducia per rendere l'atmosfera ancora più romantica hanno rischiato di incendiare il mio abito, essendo state rovesciate dal passaggio del mio strascico! O quando, nell'emozione generale, il prete ha deciso di andare il free-style rispetto al libretto messa da noi scrupolosamente tradotto in fiammingo e le mie nipotine belghe non si ritrovavano più per capire il punto a che punto avrebbero dovuto consegnare le fedi... ecco, non riuscivamo più a trattenerci dal ridere! Eppure abbiamo riso anche quando il riso non ci è arrivato all'uscita perché gli invitati troppo distanti, o quando i tubi con i coriandoli ad esplosione hanno fatto cilecca e non sono partiti al momento giusto!
Queste sono solo alcune delle piccolezze accadute il sei luglio. Ma non dimenticheremo facilmente i sorrisi di chi ci ama, l'emozione con cui ospiti e amici hanno continuato a comunicarci l'entusiasmo per l'organizzazione perfetta, per la bellezza degli allestimenti, per la location mozzafiato. Le foto di gruppo scattate ai "crazy socks" che avevamo chiesto di indossare agli uomini, e prontamente condivise sull'app di matrimonio.com; il selfie che tutti hanno fatto con lo specchio su cui avevamo fatto incidere la nostra frase tema; i musicisti live che non solo hanno suonato e riarrangiato tutte le canzoni da noi richieste, ma hanno aggiunto anche un tocco personale nei ritmi, creando un'atmosfera gioiosa e di festa tanto che nessuno voleva entrare per la cena; gli stuzzichini deliziosamente serviti e immediatamente andati a ruba sui salottini nel prato, il mio amico cuoco che ha superato se stesso nelle numerose portate; per non parlare della cura con cui le sedie erano state addobbate con i nastri di tulle da wedding planner e fiorista, le candele a profusione, i segnaposti incastonati nei tovaglioli azzurri (del punto di celeste realizzato appositamente per noi), le lucine dorate sul centro tavola. L'angolo allestito sulla carrozza cinquecentesca con le foto dei nostri nonni da giovani e dei nostri animali scomparsi -assenti fisicamente ma presenti nei nostri cuori-; il pozzo allestito con una pioggia di luci, fra il guestbook e i confetti.
La scaletta della serata è quindi rotolata finalmente in discesa, scaletta di cui noi conoscevamo solo pochi interventi: discorso di entrambi i nostri padri che ci ha lasciato senza parole, la testimone di mio marito che ha cantato "At last" a sorpresa; discorsi inaspettati di amici e persino dei miei ex-studenti, inframezzati da una videoproiezione di foto con la nostra "storia" realizzata dagli amici, mentre tutti tenevano le luci dei cellulari accesi come se fossimo a un concerto a San Siro; la mia migliore amica che ha persino realizzato un rap sul testo della sigla di "Willie, il principe di Bel-Air"; per finire col flash mob di sei minuti di tutti i nostri giovani invitati dopo il nostro ballo d'apertura! Pensavo fosse finita quando invece mio marito ha fatto un assolo di chitarra-voce dedicandomi un medley delle nostre canzoni storiche... Ce n'è da rimanere senza fiato.
Fino al taglio torta, realizzato in una cornice esterna meravigliosa, in un tripudio di tulle, candele e luci soffuse, preceduto di poco anche da una proiezione realizzata dai fantastici fotografi, che avevano prontamente preparato gli scatti migliori realizzati in quella giornata.
L'emozione resterà scolpita nei nostri cuori e nella luce dei nostri volti fermata dagli scatti. E allora concludo con il nostro motto, il nostro tema di matrimonio nonchè ormai ispirazione di vita:
"Scegli la strada in salita, è quella che ti porterà alla felicità"
Augurandoci di continuare a salire giorno dopo giorno, se la vista che si gode da quassù è questa...
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