Il matrimonio di Giovanni e Fabiana a Ischia, Napoli
Eleganti Estate Azzurro
G&F
20 Giu, 2026Il racconto del nostro matrimonio
Se mi avessero detto che mi sarei sposata, probabilmente non ci avrei creduto.
La proposta di matrimonio è arrivata quando meno me lo aspettavo. Convivevamo già da quattro anni e avevo sempre pensato che il matrimonio non fosse una priorità. C’erano altri progetti, altre preoccupazioni e altri pensieri, e nella mia testa quel momento sarebbe arrivato solo più avanti, magari quando avremmo deciso di avere un figlio.
Per questo, quando Giovanni mi ha fatto la proposta, è stata una sorpresa totale.
La prima persona che ho chiamato è stata mia mamma e la prima cosa che le ho detto è stata: “Io non voglio un vero matrimonio”. Nella mia testa immaginavo semplicemente un rito civile qui a Padova, la città dove ci siamo trasferiti e dove abbiamo costruito la nostra vita, seguito da un pranzo con i nostri genitori e i nostri fratelli. Qualcosa di molto intimo e semplice.
Mia mamma, però, fin dal primo momento non era d’accordo. Mi diceva che forse un giorno me ne sarei pentita. E aveva ragione.
Continua a leggere »Così, piano piano, è nato quello che è diventato il matrimonio dei miei sogni.
La prima scelta è stata quella di non fare un matrimonio “di rappresentanza”, ma un matrimonio che ci rispecchiasse davvero. Non volevo invitare conoscenti, persone che facevano parte solo superficialmente della nostra vita o parenti lontani per semplice formalità. Volevo accanto soltanto le persone che avevano un significato per noi.
Alla fine eravamo in 51, compresi cinque bambini: genitori, fratelli, zii, cugini e pochissimi amici. Ed è stata la scelta migliore che potessi fare, perché ho avuto la possibilità di vivere davvero ogni momento con tutti. Sono riuscita a parlare con ogni persona, a ridere, emozionarmi e divertirmi senza avere la sensazione che la giornata mi stesse sfuggendo.
La seconda grande scelta è stata il luogo.
Non ho voluto sposarmi a Napoli, ma a Ischia, perché è proprio lì che io e Giovanni ci siamo conosciuti. Cercavo un posto che avesse un significato per entrambi, un luogo che non fosse semplicemente bello, ma che raccontasse qualcosa della nostra storia.
Volevo un matrimonio mediterraneo, raccolto, elegante ma autentico. Un matrimonio in un posto da sogno, ma senza perdere quell’atmosfera intima che avevo immaginato.
La cerimonia religiosa si è svolta nella chiesetta di San Ciro al Ciglio, una vera bomboniera in pietra verde ischitana. Piccola, suggestiva, affacciata su un panorama meraviglioso. È stato uno di quei luoghi che hanno lasciato tutti senza parole.
Ho scelto una cerimonia serale proprio per permettere a tutti di vivere la giornata con leggerezza. Le nozze erano fissate alle 18 e alle 18 in punto ho varcato la soglia della chiesa. Per me la puntualità era una forma di rispetto verso gli invitati. Alle 18:50 avevamo già concluso anche le firme.
Avevo studiato una scaletta precisa, non perché volessi vivere il matrimonio con l’ansia dell’orologio, ma perché desideravo evitare tempi morti e rendere la giornata piacevole per tutti. E così è stato: gli invitati mi hanno detto di aver vissuto una giornata fluida, mai pesante e molto organizzata. Io stessa non ho sentito il peso di seguire la scaletta, perché tutto era stato pensato per permettermi di godermi ogni momento.
All’uscita dalla chiesa abbiamo offerto una limonata davanti al mare, poi ci siamo concessi qualche scatto al porto di Forio prima di arrivare alla location.
Il ricevimento si è svolto all’Oasis Restaurant di Ischia, una location che rappresentava esattamente ciò che avevo sempre immaginato: mare, tramonto, atmosfera mediterranea ed eleganza senza eccessi.
Anche la preparazione è stata un momento speciale. Mi sono affidata ad Aglaia, un team specializzato esclusivamente nelle spose. Ho scelto di affidarmi a una squadra proprio per non avere l’ansia di coordinare parrucchiere e truccatrice: sono arrivate insieme e hanno lavorato in maniera perfettamente sincronizzata, creando un ambiente sereno e rilassato.
L’hotel mi ha messo a disposizione un salone privato con specchi, sedie, poltrone e un ricco buffet. Durante la preparazione i parenti che arrivavano potevano passare a salutarmi, brindare con me e condividere già l’emozione di quel giorno. Alcuni hanno anche avuto modo di rilassarsi in piscina prima di prepararsi. È stato un bellissimo anticipo del matrimonio.
Per le fotografie non volevo il classico servizio fatto solo di pose costruite. Cercavo qualcosa di vero. Ho scelto Maria Luisa Di Costanzo, una grande professionista, capace di creare un vero reportage del matrimonio.
Insieme a Giovanni ci siamo divertiti tantissimo con lei e già dall’anteprima delle fotografie ho capito di aver fatto la scelta giusta: sono immagini autentiche, spontanee, che raccontano emozioni vere. Oggi vedo spesso matrimoni molto costruiti, dove sembra prevalere l’apparenza. Io volevo semplicemente ricordare quello che avevamo realmente vissuto.
Per il ricevimento non ho voluto il classico buffet a stazioni. Non era qualcosa che sentivo mio. Volevo invece che gli ospiti potessero godersi una cena seduti, con calma e attenzione.
Ho voluto però fortemente la barca dell’ostricaro e delle tartare, servita direttamente agli invitati.
Ho scelto la qualità rispetto alla quantità: un antipasto completo al tavolo, i paccheri all’astice e una ricciola in granella di pistacchi che è stata apprezzata da tutti.
La torta era uno dei miei sogni più grandi. Ho sempre desiderato una torta composta da delizie al limone, così ogni invitato potesse avere la propria. Solo la parte superiore era una vera torta, perché volevo che il taglio avvenisse sulla torta tradizionale. Ancora oggi posso dire che era la delizia al limone più buona che abbia mai mangiato.
La musica era fondamentale. Nonostante fossimo pochi, abbiamo scelto un complesso di quattro musicisti, con un violinista durante l’aperitivo e un sassofonista al momento della torta. Tutta musica mediterranea e grandi classici italiani degli anni passati, perfetti per l’atmosfera che volevo creare.
Non ho scelto un vero e proprio tema del matrimonio. Ho preferito scegliere dei colori e delle sensazioni: l’azzurro del mare e soprattutto i limoni, che sono diventati il filo conduttore di tutta la giornata.
Anche le grafiche seguivano questa idea: ho scelto una maiolica, ma diversa da quelle che si vedono solitamente. Volevo qualcosa di molto delicato, elegante, non troppo carico, abbinato ovviamente ai limoni.
I limoni sono stati protagonisti anche della bomboniera: ho scelto un profumatore del marchio Aberelli, un oggetto che amavo molto e che, cosa non scontata, è riuscito a mettere d’accordo tutti gli invitati. È stato apprezzato proprio perché non era una bomboniera classica destinata a rimanere dimenticata, ma un ricordo bello e utile.
Anche il tableau raccontava Ischia e la nostra storia. Ho creato un cerchio composto da fiori, limoni e candele, dal quale scendevano dei piccoli tamburelli con i nomi dei luoghi più significativi dell’isola.
Ogni tavolo aveva il nome di un luogo speciale e il segnatavolo non riportava solo quel nome, ma anche una frase che raccontava perché quel posto fosse importante per noi. Ogni dettaglio aveva quindi un significato.
Al posto della classica confettata, che personalmente trovo ormai superata, ho scelto un segnaposto che fosse anche un ricordo. Una scatolina coordinata con la grafica del matrimonio conteneva cinque confetti Maxtris di gusti diversi, tra cui ricotta e pera e delizia al limone. Sui confetti, secondo me, non si deve risparmiare: quando sono buoni, la differenza si sente.
Ogni ospite aveva anche un piccolo tamburello, che durante la serata è diventato protagonista di canti e balli.
Nei bagni ho fatto trovare ogni tipo di comfort per le mie ospiti, perché volevo che tutti si sentissero coccolati.
A fine serata ho creato anche un angolo cubano, insieme alla wedding coordinator e al direttore di sala. Ho scelto personalmente i sigari, prendendo pochi sigari cubani per evitare sprechi, e piccoli sigarelli aromatizzati alla mela verde, vaniglia e sherry. Il tutto accompagnato da distillati, confetti al rum e cioccolato.
Anche se c’è stato un piccolo problema logistico con l’hotel, perché alcuni parenti sono stati inizialmente sistemati in una struttura a un chilometro di distanza, tutto si è risolto con le navette e siamo comunque riusciti a vivere quei giorni insieme.
Perché il nostro matrimonio, in realtà, non è durato solo un giorno.
È stato un intero weekend. Il giorno dopo siamo rimasti tutti insieme, con gli zii e i cugini che non vedevo da anni. Abbiamo condiviso ancora tempo, risate e ricordi. Ed è qualcosa che porterò sempre con me.
Infine, il mio abito.
Ho scelto un abito Rosa Clará, romantico, elegante e senza tempo. È stato l’acquisto che mi ha fatto perdere più notti di sonno, perché rappresentava una spesa importante e più volte mi sono chiesta se ne valesse davvero la pena.
Poi ho visto le fotografie.
E ho capito che rifarei la stessa scelta altre mille volte. Un abito di qualità si riconosce nei tessuti, nella vestibilità, nei dettagli e nella cura con cui è realizzato. Lo stesso vale per il velo: il mio era meraviglioso, scenografico ma delicato, e ancora oggi quando riguardo le foto mi emoziona.
Se tornassi indietro cambierei pochissime cose.
Per il resto rifarei tutto esattamente allo stesso modo.
Perché il nostro non è stato semplicemente un matrimonio bello.
È stato un matrimonio che raccontava chi siamo, la nostra storia e tutto ciò che amiamo.
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