Il matrimonio di Diego e Erika a Mereto di Tomba, Udine
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D&E
08 Set, 2018Il racconto del nostro matrimonio
I Colori dell'Amore 8/09/2018
Sei anni fa, non avrei mai immaginato di incontrare l'uomo della mia vita a 38,8km da casa mia in Friuli Venezia Giulia e a 5.982,29km dal mio paese di origine, la Nigeria. Un incontro magnetico dove due poli cosi diversi e lontani vengono attrati l'uno all'altro dalla curiosità di conoscersi, capirsi e poi Amarsi.
L'otto settembre di sei anni fa ci siamo tenuti per mano e assieme iniziato un viaggio, l'otto settembre di quest'anno davanti amici e parenti ci siamo promessi Amore eterno.
Raggiungere la nostra metà non è stato facile, perchè quando due culture decidono di incontrarsi veramente, si apre un campo di battiglia tortuoso ricco di ostacoli, incomprensioni, tante mine vaganti tra parole e sguardi pronti a far emergere ogni discordanza tra le parti. Sempre tenendoci per mano abbiamo superato anche questo, decidendo di organizzare una cerimonia e un evento che fosse il conubio perfetto tra le nostre due culture di provenienza quella italiana e quella nigeriana.
Continua a leggere »Nel rispetto della tradizione nigeriana, una settimana prima delle nozze, 1 settembre 2018 si è svolto il matrimonio Edo sotto il capannone del campo sportivo di Plasencis, il mio paese. Mio marito e la sua famiglia, vestiti in abiti tipici della mia terra sono venuti a rendere omaggio la mia famiglia e i rappresentati anziani della comunità Edo e Nigeriana di Udine. Quella giornata che doveva essere piovosa, ci ha regalato al contrario un pomeriggio sereno, che ha fatto da cornice alle intense sfumature di rosso e di rosso corallo del mio abito da sposa tradizionale.
Tra musiche e danze tipiche il primo settembre si è concluso come un romantico sogno d'Africa.
Ero finalmente sposa ma per metà.
La mattina dell'8 settembre, lo ricordo ancora come se fosse ieri, mi svegliai sul mio letto di bambina a casa dei miei. Erano le 4 di mattina. Casa, era piena di parenti provenienti dalla vicina Veneto dalla Spagna e dalla Nigeria, canti di gioia, preghiere e risate echeggiavano nell'aria, e tanti profumi di spezie misto cucurcuma e peperoncino piccante, pane fritto, uova e verdure piatti di festa, odore di felicità. Alle 7.30 arrivò la parrucchiera e truccatrice e da lì in poi le lanciete hanno iniziato a correre; le persone in casa iniziavano ad aumentare face note e meno note. Quel giorno prima di entrare in chiesa mi avrebbero preceduta tre damigelle vestiste con dei stupendi abiti lunghi color rosa cipria comprati in offerta su ASOS. Una delle damigelle Elisa mi aspettava all'organo, era mio desiderio che la sua marcia nuziale mi accompagnasse lungo la navata. Seguite da loro c'erano i miei 6 pagetti: 3 maschi i miei nipotini, i quali abiti furono confezionati sugli stessi colori dell'abito di mio marito dalla mamma di Chiara di Sposi In Udine di Basaldella, e tre femminucce vestite in tre stupendi vestitini Original Marines bianchi, con una gonna non molto vaporosa ma decorata da fantastiche rose rosa ricamate sull'orlo, in testa portavano delle coroncine di fiori in velo da sposa e nastro bianco in ricordo della Vergine Maria. Era tutto perfetto.
Il periodo più "difficile" prima delle nozze era stato quello di nascondere a mio marito il mio abito da sposa. Ero talmente colma di dubbi, primo perchè lo presi nel primissimo negozio di abiti da sposa in cui misi piede l'Atelier SposiIn Udine e secondo perchè quando lo scelsi non ero molto in forma.
Fù amore a prima vista, con il mio meraviglioso abito di Sofia Bianco. un vestito semplice, senza pizzi e tulle, ma delicatamente caratterizzato da sottili spalline un busto a cuore a vita alta e una gonna a balze e rose stampate bianche e lucide. Cercavo qualcosa che mi rappresentasse e quell'abito era semplice ma carico di grinta come me. La mamma di Chiara poi confezionò per me una sottile cintura di punti luce a tema floreale e un copri spalle a spina di pesce. Era tutto perfetto.
Indossai quell'abito da sogno con l'aiuto di Roberta mia amica e damigella, la mia santola Aurelia, mia Mamma e le mie due testimoni. Ero circondata da tante donne uniche e speciali al mio cuore. Ero al settimo cielo.
A meno di 5 minuti dall'inizio della cerimonia, il corteo nuziale partì da casa e lungo quella strada di paese che mi ha visto crescere, camminai verso la Chiesa della mia Parrocchia a braccietto con mio Papà vestito in abiti africani. Le porte della Chiesa si aprirono, la marcia inizio, tutti in piedi e li sull'altare c'erano ad aspettarmi Don Giovanni Boz il mio sacerdote e amico, il prete della comunità cattolica cristiana nigeriana di udine, le mie due testimoni Vittorina ed Efomo mia sorella maggiore, i testimoni di lui e in fine lui mio Marito Diego.
Diego era bellissimo, capelli e barba in ordine mi aspettava retto in piedi nel suo abito d'alta Cerimonia della linea Petrelli uomo acquistato sempre da Sposi In. La giacca era di un Rosso brillante damascato, i pantaloni erano scuri con lievi sfumature di rosso scuro. Il rosso è il suo colore preferito, e quel giorno lo indossava con grande eleganza.
La Cerimonia prosegui con le letture e canti scelti da noi,accompagnati dal coro di paese. Entrambi volevamo fosse un incontro di preghiera comunitaria, pochi fronzolli, ma preghiere e momenti di comunione sincera. La chiesa di San Leonardo di Plasencis era piena di gente ma era intima e calda. Alla Cerimonia si erano anche unite a noi alcune reverende suore della Comunità di Rosa Mistica di Cormons. Quest'ultime ci donarono la benedizione di sua Santità Papa Francesco.
La gioia era immensa, finalmente marito e moglie.
Il sole era alto e le campane suonavano a festa, Plasencis non era stata mai cosi bella ai miei occhi. Da li, parti il lungo corteo di macchine, verso il Folador di Villa di Rubini (merlana). in quella costruzione ci aspettavano i nostri quasi 350 invitati, un buffet alla friulana e un menù serale tipicamente nigeriano.
Cibi, sapori canti musiche balli il meglio delle nostre due culture. Uno spettacolo circense performato dai nostri due cari amici del duo "Duo Mame "e in tarda serata uno spettacolo di tamburi e balli africani eseguito dal gruppo artistico" Bubamara" di Trieste.
L'evento principale della serata fu l'ingresso in sala del grande corteo nuziale africano gli Asoebi. Gli Asoebi nella tradizione africana sono gli "amici di abito" parenti e amici che si distiguono dagli altri partecipanti dell'evento indossando un tessuto tipico scelto dagli sposi. L'elemento speciale di questo corteo era la prevalente partecipanzione di amici italiani, i quali hanno aderito con entusiasmo alle prove di ballo del corteo, e a gli incontri organizzati a casa nostra per il confezionamento degli abiti africani.
Questo nostro grasso e grosso meraviglioso matrimonio italo nigeriano è stato fissato nel tempo grazie alla professionalità del fotografo Gianni di Percezioni visive srl e dello staff di Romano di Creavidea.
e ora tornati dalla luna di miele il sogno di una famiglia assieme sta divendando realtà. Questo matrimonio ci ha regalato molteeee soprese anche l'arrivo inaspettato di un primo figlio.
I colori del nostro amore.
Erika e Diego
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