Il matrimonio di Stefania e Rino a Savona, Savona
Di sera Estate Azzurro 1 professionisti
S&R
11 Lug, 2015Il racconto del nostro matrimonio
Eccoci, è arrivato il gran giorno, il matrimonio è alle 4.Ti svegli presto fai una doccia e il campanello incomincia suonare... ops già a quest ora... e tra un tu fai così e tu fai cosà arriva anche l’ora della parrucchiera e truccatrice. Inutile dire che quel giorno il meteo metteva il sole rosso vale a dire un caldo decisamente insopportabile... figuriamoci sotto stress e con 4 mani addosso, chi tira i capelli e chi ti mette il fondo tinta. Nel frattempo il cellulare squilla, parrucchiera e truccatrice che dicono stai calma e tu che fumi dalle orecchie, e il celulare continua a squillare... arrivano le 2... finalmente penso mi rilasso un minuto, ho il tempo di andare in bagno rinfrescarmi e mi vesto in attesa dei fotografi... e invece no, suona per l’ennesima il campanello: erano i fotografi... e io? In bagno... ancora da vestire e siccome mi sembrava maleducato lasciarli in pasto ai miei sono uscita di corsa dal bagno con un vestitino da casa bello frusto (molto usato) e le mutande in mano, immaginate la faccia dei fotografi e la mia appena me ne sono resa conto! Che vergogna! Faccia in terra mi vado a mettere il vestito, con quel caldo mi sembrava di indossare un montone! In camera poi ci batte il sole, non vi dico la sofferenza mia e dei fotografi, uno aveva la camicia completamente fradicia e l’altro che simpaticamente mi insultava perchè avevo scelto quel giorno così caldo... foto di qua foto di la foto di su foto di giù e arriva il momento di andare in chiesa. Visto il caldo avevo lasciato il coprispalle a mia mamma che avrebbe dovuto aspettarmi fuori dalla chiesa per sistemarmi. Ecco dovrebbe... perchè mia mamma era completamente in panico e non ha recepito nulla di quello di cui abbiamo parlato per mesi... puff tutto svanito in un nano secondo. Eccomi davanti alla chiesa a cercare mia mamma ma niente... così il fotografo la va a cercare per prendere il coprispalle e qualcuno fuori mi sistema coda dell’abito e velo. Siamo davanti alla porta e parte la musica...ok calma, non guardare nessuno se no attacco a piangere... non guardare... non guardare... guarda dritta in fondo... ce l’ho quasi fatta... ce l’ho quasi fatta... manca poco... Sono arrivata: suocera una fontana, ok mi giro, testimoni 4 fontane, ok guarda l’altare... saluta il prete... saluta suoceri in lacrime, saluta sposo... Il prete fa cenno di accomodarsi... ehm ehm... un passo e non mi posso muovere... riprova.... niente .... mi giro e mio padre dopo avermi lasciato allo sposo, per andare a sedersi mi sale allegramente sul vestito e si mette tranquillamente a chiaccherare... qualcuno l’ha avvisato di tutto ciò e finalmente si sposta e riesco a sedermi. La messa incomincia. Purtroppo non avevamo il microfono e gli invitati hanno sentito poco se non nulla. Penso fosse il caldo ma il prete quel giorno era veramente scocciato... metti il brusio generale metti i fotografi insomma a me è sembrato che la messa sia durata veramente poco, senza contare che non voleva dare la comunione, gliel’hanno chiesta e poi ha detto la messa è finita andate in pace... quasi ci avesse mandato a quel paese. Legge i diritti firma dei testimoni e via, intravedi fuori gli invitati quasi in assetto da guerra pronti a lanciarti tonnellate di riso, mentre quasi da sotto i piedi ti levano il tappeto... i fotografi escono prima ma prima di uscire le raccomandazioni... non ti coprire con il bouquet, prendetevi il riso... e vai, sembrava non finisse mai il riso eppure avevo preparato solo 100 coni... poi spuntano sacchetti, scatole Scotti, ecco appunto non mi sembrava di averne fatto così tanto. Non vi dico alla sera da dove mi usciva il riso... Fuori troviamo un’altra sorpresa, mio marito è pizzaiolo e ragazzi che lavorano gli hanno fatto trovare un banchetto con tutto l’occorente per preparare una pizza... il tutto accompagnato dal sassofono che suona la marcia nuziale. Da li poi siamo andati a fare le foto o perlmeno pensavamo di farle... eh si perchè per non farci mancare niente è anche successo che i fotografi si sono persi. Si. Si sono persi. Non chiedetemi perchè non erano dietro a noi, ne parlerò con il fotografo (quello con cui abbiamo parlato negli ultimi mesi per concordarci sulle foto, e che poi al giorno del matrimonio ne ha mandato altri 2) al momento di ritirare le 4 foto che abbiamo. Fatto sta che siamo rimasti ad aspettare i fotografi nel luogo scelto per almeno un’oretta buona, senza cellulari senza soldi, menomale che l’autista della macchina era un nostro amico e ci ha offerto da bere e menomale anche che le persone ci facevamo gli auguri mentre eravamo ad aspettare come polli i fotografi, perchè almeno con le persone ci passava il nervoso... Miraggio... arrivano... facciamo 4 foto, e poi è tardi dobbiamo andare al ristorante... Premetto che noi avevamo affittato un maggiolone (che poi non era quello da noi scelto, perchè quello scelto, il lunedi della stessa settimana del matrimonio aveva avuto un incidente... giuro non sono Fantozzi), quelli per gli sposi, non mi hanno dato Herbie con il numero 56, ma un normalissimo maggiolone bianco. Bene ragazzi qui ridete a crepapelle, giuro che non sono Fantozzi, ebbene i fotografi si sono persi di nuovo. Eravamo parcheggiati uno dietro l’altro e... spariti... puffff... arriviamo al ristorante (senza fotografi per fare il finto taglio della torta) e dopo varie foto con i parenti e aperitivi arrivano gli antipasti... uno, due antipasti e arrivano i fotografi... grrrrrrrr. Vabbè si scaricano la colpa a vicenda e facciamo sto finto taglio... La cosa più bella che ci rimane di quel giorno, la soddisfazione più grande, rimane sempre il sentirsi dire dagli invitati a cui abbiamo raccontato la storia, “Non ci siamo accorti di niente”. Avevamo scelto come lettura in chesa, la Casa sulla roccia, in pratica racconta di due uomini che costruiscono la casa, una sulla roccia. Una è stata spazzata via dalle intemperie quella sulla roccia ha resistito perchè aveva le fondamenta solide e sicure sulla roccia, niente la può scalfire. Ebbene dopo tutto quello che è successo niente ci ha scalfito quel giorno, nonostante annaspavamo controcorrente, la casa è sulla roccia!
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