Il matrimonio di Riccardo e Chiara a Udine, Udine
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R&C
11 Ott, 2014Il racconto del nostro matrimonio
Il mio fidanzato mi ha chiesto di sposarlo in cucina, davanti a una pentola con del fumante ragù sul fuoco e un mestolo in mano. Detta così, può sembrare divertente, ma è stata la proposta di matrimonio più bella e inaspettata che potessi ricevere. Me l'ha chiesto il 3 marzo, esattamente 2 giorni dopo l'inizio della nostra convivenza. Abbiamo cominciato i preparativi a fine luglio, perchè in realtà avremmo voluto arrivare all'altare a maggio dell'anno prossimo, ma poi ci siamo detti, perchè aspettare? L'11 è il nostro numero ricorrente: 11 gennaio il nostro anniversario, 11 agosto il giorno in cui abbiamo fatto le pubblicazioni di matrimonio e 11 ottobre, il nostro matrimonio!
Quanta emozione! Quel mattino, dopo essermi svegliata, ho guardato fuori dalla finestra. Nuvole. Pioviggina. Strano, no? D'altronde è stata un'estate di pioggia. Così mi vesto di corsa, vado dalla parrucchiera con la mamma, liscio i capelli. Mentre mi sistema guardo fuori: pioviggina ancora. Un parrucchiere entra chiudendo l'ombrello. Sospiro: pazienza, penso, mi godrò la giornata comunque. Ringrazio la parrucchiera, pago, usciamo, salgo in macchina e torno verso casa.
Continua a leggere »Foto sui pali della luce, sui semafori, sul cancello di casa, palloncini a forma di cuore, archi con palloncini in giardino. Arrivare a casa è stato uno spettacolo; l'estetista e il fotografo che mi aspettavano fuori e io a bocca aperta che guardo quello che mio padre, mio zio e mio fratello sono stati capaci di fare per me la notte prima, mentre dormivo. Entro in casa, accappatoio e via sotto i pennelli della truccatrice, sotto i flash della macchina fotografica. Finito anche il turno del trucco, vado in camera e lo vedo appeso: il mio abito. Wow, che meraviglia. Ogni volta che lo guardo capisco perchè mi ha tanto stregata. Lo adoro. Lo indosso come se fosse una maglietta e un paio di jeans, averlo addosso mi fa sentire me stessa, tranquilla e stranamente perfetta. Infilo le scarpe, mamma che belle quelle scarpe, perfino il fotografo le ha immortalate, d'altronde meritano una foto. Prendo la stola, la metto sulle spalle; indosso il cerchietto, gli orecchini. Sospiro e vado davanti allo specchio. Mi guardo. Mamma mia, sono una sposa. Mi sposo, mi sposo davvero. Chiamo mia madre e mio padre, che mi guardano in lacrime, mio fratello nasconde l'emozione dietro la spalla della sua fidanzata, ma lo so che è contento per me. Anche lo zio, che è venuto a prendermi in macchina, piange per l'emozione.
Dopo lacrime e abbracci, guardo l'orologio: ore 10.50, è quasi ora di andare.
Salgo in macchina (per salire mi ci vogliono quei 5 minuti.... ci devo far entrare un abito bello ampio), lo zio guida piano, altrimenti i fiori si rovinano. Poi arriviamo in centro, davanti al Comune; la macchina si ferma e piano piano comincio a realizzare quello che sta succedendo. Vedo tutta quella gente, tutti quegli invitati, i parenti, gli amici, sono tutti li per noi. E poi vedo lui, il compagno che ho scelto per la vita. Mi sorride da lontano e si avvicina, è bello nel suo abito nero, col gilet bianco, il papillon bianco e la camicia grigio perla. Non l'ho mai visto così elegante, così bello, e non sono mai stata così innamorata di nessuno come lo sono di lui.
Piano piano tutti entrano, restiamo fuori solo io e papà. "Tienimi su" dice lui. "Papà, veramente dovresti essere tu a tenere su me". Sorrido al mio papà, che è più commosso e più emozionato di me. Quanto bene gli voglio. Mentre mi accompagna siamo entrambi impacciati, vuoi per il vestito, vuoi per la situazione. Poi entro nella sala, tutti che mi guardano e dicono "oooooh, che bel vestito" "guarda le scarpe!" "oddio", e il mio compagno davanti a me, che mi prende la mano e mi porta al tavolo dove firmeremo, coi nostri testimoni, una delle carte più importanti della nostra vita.
L'ufficiale di Stato è una donna molto gentile, che subito ci mette a nostro agio, sembra emozionata anche lei; ci guarda, legge gli articoli, ci sposa. Io e mio marito ci guardiamo: uniti per sempre, "solo per sempre", come diciamo noi citando la nostra canzone.Un grande applauso arriva da ogni parte della sala, pianti, commozione, gioia, lacrime, abbracci. Uscendo dalla sala ci sono piovuti addosso riso, petali di rosa e bolle di sapone che avevo voluto comprare per uscire un po' dal classico riso che si lancia agli sposi: idea azzeccata, ha fatto proprio un bell'effetto. Da qui comincia il circo delle foto, dell'aperitivo pre-banchetto che abbiamo organizzato vicino al Comune, dei ringraziamenti, delle foto con gli amici. E poi via, prendiamo la macchina e ce ne andiamo alla volta del ristorante, seguiti dal coro di clacson delle auto che ci seguono.
Giunti al ristorante, il buffet di antipasti è stato organizzato in una sala interna, mentre io e il mio ormai marito gironzoliamo nelle zone limitrofe al ristorante per scattare alcune foto con il fotografo. Fortunatamente non ci porta via per molto tempo e possiamo andare presto a goderci la festa, che prosegue con musica, risate e divertimento fino a tarda sera, quando la macchina dei miei genitori ci accompagna all'albergo dove ci hanno gentilmente prenotato una stanza, bellissima tra l'altro, per la nostra prima notte di nozze. Quindi arriviamo in stanza e ci sediamo nel letto, mano nella mano, con le fedi alle dita. Ci guardiamo.... che la Nostra Vita abbia inizio!
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