Il matrimonio di Matteo e Francesca a Cadrezzate, Varese
All'aperto Estate Rosa
M&F
11 Set, 2015Il racconto del nostro matrimonio
Io e Matteo. Io e il compagno di una vita intera. Io e l'amico, il sostegno, la gioia. Matteo che fa silenzio intorno a me quando sono in acque agitate, Matteo che mi smuove l'anima quando mi abbandono alla tristezza.
Io e Matteo siamo amici da 17 anni, ci siamo innamorati subito, ma sciocchi, come due adolescenti sanno essere, ci siamo amati tardi. Conviviamo da 4 anni e abbiamo due micie, che sono parte integrante della nostra vita.
La proposta di matrimonio Matteo me l'ha fatta a 2750 metri di altezza, in cima al cielo, sopra le nuvole, letteralmente sopra le nuvole, su una mongolfiera, uno dei miei grandi sogni, fino ad allora irrealizzato. Non sono una romantica, ma ho pianto come una bambina, mai me lo sarei aspettata, mai lo avrei creduto capace di tanta dolcezza, ma, e anche questo lo rende speciale, Matteo sa sorprendermi.
Decidiamo la data, solo perché il ristorante sulla spiaggia al lago che amiamo tanto, la trova comoda e in barba a tutti i: "Che data orribile!" "Ed è pure venerdì!" noi sfidiamo la sorte.
Continua a leggere »Decidiamo che sarà un matrimonio all'insegna del riciclo, dell'ecosostenibilità, dell'equità, del rispetto per tutto e per tutti. Decidiamo che faremo noi la maggior parte delle cose, che lo vogliamo proprio nostro e soprattutto che lo vogliamo con un'atmosfera rilassata e divertente. Decidiamo che il pranzo sarà vegetariano, io lo sono, lui no, ma è lui a propormelo per primo, come non volerlo sposare?
Trascorrono i mesi e noi facciamo i nostri lavoretti: i vasetti riciclati e dipinti per i fiori, i ventagli, i pom pom per le auto e per il ristorante, le girandole, le marmellatine/bomboniera di beneficienza decorate con i cucchiaini ed etichette, i vasi per la confettata, il photoboot, il guestbook, i menù, il Tableau Marriage. È difficile ed esaltante allo stesso tempo star dietro a tutto. E' bello condividere anche questo.
Compro delle piante di rose, sono per mia mamma, il bouquet lo vorrei tutto "da giardino", le piante delle zie e la meravigliosa "artista dei fiori" che ho fortunatamente incontrato saranno d'aiuto.
Io trovo il vestito del cuore, lui anche. Incontriamo i fornitori, tutte persone splendide, prima ancora che grandi professionisti.
Tutto è fatto.
La notte del 10 settembre sono a casa di mia mamma e mia sorella e sento del chiasso in strada, è lui, chitarra e amici alla mano, che mi sfodera una serenata (l'ho già detto che sa sorprendermi?). Il cuore batte forte e mi sembra di tornare ragazzina sul serio.
È l'11 settembre. Io ho dormito benissimo, l'emozione è solo bella, le preoccupazioni sono svanite, resta il piccolo neo del meteo: è coperto, ma spunterà il sole, io lo spero, mia sorella (e mia testimone) invece ne è certissima!
Sono pronta, metà della mia famiglia è già lì con me a casa, le mie testimoni anche, brindiamo e trepidiamo insieme.
Alla volta della Chiesa il respiro si fa più alto, ma mio padre è agitato più di me sulla nostra 2 cavalli Charleston.
La Chiesa è bellissima, non ci credevo che sarebbe stato così speciale fare tutto addobbando con solo piante: un bosco fatato, un'atmosfera rasserenante.
Eccoli lì, gli amici: i grandi amici di sempre, gli amici che non vedo mai ma non ci si perde, gli amici che magari da oggi si ricomincia.
Sull'altare gli amici sacerdoti che mi hanno cresciuta, sorridono.
E poi la mamma, che mi aspetta a metà navata, sarà lei a portarmi all'altare, perchè è lei la mia guida da sempre, il mio faro luminosissimo.
Infine lui, l'Amore, quello che da bambina te lo sognavi, ma non sapevi cos'è, Matteo, che piange, piange di gioia come non l'avevo mai visto fare e piangiamo tutti, ma tutti davvero, insieme a lui.
La cerimonia è una bellezza infinita di canti e pensieri profondi e letture che abbiamo scelto con grande cura, perchè ci appartengono, e lettori scelti con ancor più grande cura, perchè noi gli apparteniamo.
Alla nostra uscita esplode una festa di lavanda (il riso fa male agli uccellini e anche la lavanda porta bene, tranquilli tranquilli ).
Si parte e facciamo una sosta, vogliamo sorprenderli i nostri invitati, arrivando al ristorante sulla nostra barchetta a remi.
Tutto è più bello che mai, dalle sponde del lago scorgiamo i particolari e sembra un sogno. Il ristorante non aveva mai fatto matrimoni, ma sembrava nato per quello.
Inizia la festa che corre velocissima e ridiamo e ridiamo ed è tutto talmente perfetto che giuro non ci crediamo. È uscito pure il sole e il cielo è azzurro, come solo a settembre può essere.
Sembra che più di questo non si possa volere e invece Matteo me ne combina un'altra: mentre suona Learn to fly insieme alla nostra vecchia band (quella che ci ha fatto conoscere) spunta in mezzo al prato una mongolfiera rossa e bianca, sembra impossibile e io non mi sono accorta di nulla, presa dalla felicità e distratta da amici molto molto convincenti. E così un'altra sorpresa. Per me e per tutti gli invitati, che un giretto, anche se non sono 2750 metri, è una bella emozione e tutti possono provare un pezzettino di quello che abbiamo provato noi.
Inizia la serata, ci raggiungono altri 80 amici, vogliamo essere tantissimi, vorremmo il mondo con noi. Balliamo, brindiamo, cantiamo, c'è amore nell'aria e non lo sentiamo solo noi.
E' l'1 di notte e noi ci siamo sposati a mezzogiorno, quando salutiamo l'ultimo amico, l'integerrimo che, se potesse, ci accompagnerebbe anche a dormire.
"Lo rifacciamo?" ci viene da dire, esausti ed estasiati, andando in Hotel sul nostro furgoncino a noleggio con cui abbiamo portato tutti le nostre creazioni al ristorante. "Tra un paio di giorni", ci rispondiamo all'unanimità.
Ecco, alla fine di quella giornata e a distanza di quasi un mese, quello che sappiamo è che il nostro matrimonio è stata una conferma di tutto ciò che siamo stati, di tutto ciò che siamo come coppia, ma in più è stata la promessa tra noi e con tutte le persone a noi care di non lasciare scappare questo legame, di tenerlo vivo, di farne terra fertile, la promessa di ciò che saremo.
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