Il matrimonio di Cristina e Massimiliano a Marsala, Trapani
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C&M
02 Giu, 2025Il racconto del nostro matrimonio
Partiamo dalla fine. Siamo in Sicilia e rientriamo a casa dei genitori della sposa il pomeriggio seguente al matrimonio, ma non riusciamo neanche a posare a terra le valigie che sulla porta ci viene detto:
"Ci dobbiamo scusare. Eravamo scettici del matrimonio che stavate organizzando, e invece è stato il più bello che abbiamo mai visto.".
Scuse? ...e cosa sarà successo?
L'inizio della tensione. Ci siamo sposati a livello civile a Milano il 21 Marzo, con pochi intimi, ma per noi il vero matrimonio era il rito simbolico del 2 Giugno a Marsala, dove ci saremmo scambiati gli anelli e promesso il nostro amore davanti a tutte le persone a noi più care. Non lo abbiamo fatto a livello religioso, perché siamo poco praticanti e non volevamo dissacrare un sacramento per questioni di apparenza. Questo è stato il primo colpo per la famiglia.
La tensione sale. A dire il vero volevamo sposarci civilmente in Sicilia, ma essendo libero solo il 2 Giugno al Baglio Oneto, non era possibile avere dei rappresentanti comunali in un giorno di festa nazionale. E da qui arriva il secondo colpo: potremo fare solo un matrimonio simbolico.Dramma contemporaneo siculo.
Continua a leggere »Abbiamo sentito il padre della sposa giustificare con imbarazzo questa scelta con queste parole durante una chiamata:
"Ehm...faranno...faranno un......come si chiama........un rito anglosassone!"
Il culmine della tensione. Sta arrivando il giorno del matrimonio e orde di nordici colonizzano le vie di Trapani. Tre giorni di festa, di cui il matrimonio è solo il quarto giorno (di cinque giorni) di festa. La celebrazione è stata scritta da noi e nel tempo ci hanno chiesto di farla sembrare un matrimonio civile, con frasi come: "Ho un amico che ha una fascia tricolore, datela al celebrante".
Ma arriva il giorno X e inizia il matrimonio all'aperto.
C'è curiosità su ciò che accadrà, su come sarà la cerimonia, c'è tensione nell'aria tra gli invitati seduti nel patio esterno.
E a rompere la tensione ci pensano loro, i Flower boys: due amici che al suono degli AC/DC a palla lanciano petali tra gli invitati seduti, con movenze semi-sensuali e occhiali da sole che danno un via rock alla cerimonia. La mamma della sposa avrebbe voluto sotterrarsi, se avesse potuto. Ma in realtà ora tutto è in discesa.
La cerimonia. Dopo i Flower boys ancora non c'è il celebrante. Che si fa?
Ma tra i testimoni dello sposo, si distacca il miglior amico e prendendo un microfono in mano annuncia "Ebbene si, sono io il celebrante". Tipo cena col delitto, con l'assassino che si dichiara.
Da questo momento è stato un tripudio di sorrisi, lacrime di felicità, storie mai dette, con un ritmo incalzante per tutti gli invitati, gestito dal celebrante e dagli amici migliori del Mondo, che hanno reso il rito un esempio eclatante di sincerità e amore puro.
Per validare il mio ingresso nella famiglia siciliana, nel momento di una possibile ostia, mi hanno portato all'altare un sottobicchiere con impresso il mio nome, che tanto avevo desiderato per avere anche io "un posto a tavola".
E infine, lo scambio degli anelli. Che momento. E che pianti di gioia.
Conclusione. La cerimonia e il ricevimento sono stati un successo. Come al solito si beve, si mangia (benissimo) e così possiamo tornare al 3 Giugno, il giorno dopo il matrimonio, dove i genitori della sposa ci hanno bloccato sull'uscio della porta. E quel momento ce lo siamo goduti, perché dicevo sempre alla sposa "Realizza tutte le tue idee, senza avere paura. Poi vedrai, ne riparliamo il 3 Giugno.".
Massimiliano & Cristina
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