Il matrimonio di Andrea e Stella a Lugo di Vicenza, Vicenza
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A&S
23 Dic, 2018Il racconto del nostro matrimonio
Sono appena le sei del mattino del 23 dicembre 2018 e io sono già sveglia, pronta a vivere questa giornata che rimarrà nei miei ricordi e nel mio cuore per sempre.Dopo una doccia rigenerante, trovo sul tavolo una brioche al cioccolato con un cappuccino caldo, ultimo regalo da fidanzati da parte del mio futuro marito. Mangio poco perché ho paura di sentirmi male per l'agitazione. Sono un fascio di nervi.Impiego circa due ore per truccarmi e sistemare i capelli: ho deciso che avrei fatto da sola e anche ora, con le mani quasi tremanti, non sono pentita della mia scelta.Dopo il tempo necessario, assieme a mia madre e al mio futuro marito, raggiungo Villa Godi Malinverni: la cornice del nostro gran giorno. Qui ci separiamo.So che la prossima volta che ci vedremo sarà per dirci "sì".
Nella stanza degli arazzi della villa mi aspettano i fotografi e la mia testimone. Qui cominciamo la vestizione. Io sono agitata, domando se c'è tutto, vorrei avere più controllo, essere sicura che ogni cosa sia al proprio posto. Mia madre e la mia testimone si prodigano cercando di tranquillizzarmi e mi aiutano a infilare l'abito e indossare tutti gli accessori: l'anello della mia nonna materna, la collana prestatami da mia suocera e la stola che mi terrà al caldo. Finalmente arriva il bouquet e io sono pronta.
Continua a leggere »Quando mio padre mi vede dice che sono bellissima ma gli scappa una battuta sulle scarpe rosse che ho scelto. Io non smetto di sorridere, adesso potrebbe accadere qualunque cosa ma io sto andando a sposare il mio grande amore e la gioia che provo è infinita!
Usciamo all'aperto in attesa dell'ingresso trionfale. È una giornata particolarmente fredda e la nebbia ammanta le colline circostanti donando al paesaggio un'aura magica. Il mio sguardo si perde per qualche istante, il tempo sembra fermarsi. Poi finalmente arriva il nostro turno. Saliamo la scalinata fino al portale in legno. Mio padre sistema diligentemente la coda del mio abito e mi prende il braccio. Gli ricordo di partire insieme, con il piede destro, e di andare lentamente.L'arpa comincia a suonare, la porta si apre e di fronte ai miei occhi prende vita un sogno: la sala affrescata, il lampadario vetro di Murano, i nostri ospiti sorridenti. Tutto è meglio di come speravo e il mio sguardo aggancia subito il suo, quello di Andrea. Vorrei corrergli incontro, abbracciarlo e stringerlo forte. Poi ricordo a me stessa che devo camminare lentamente e freno mio padre che nel frattempo ha accelerato.
Arrivati alla fine della navata scambio i saluti di rito con mio madre, mia suocera e il mio futuro marito. Lui forse mi dice qualcosa o forse no, sono troppo emozionata per capirlo, ma i suoi occhi sono lucidi e mi sorride dolcemente.
Il rito ha inizio. Abbiamo cercato di trasformare la nostra cerimonia civile nella celebrazione del nostro amore, così ci siamo promessi eterno amore a parole nostre, con una lettera che ognuno ha scritto per l'altro e che adesso ci apprestiamo a leggere di fronte ai nostri cari. A stento riesco a trattenere le lacrime quando è il mio turno, la mia voce è incrinata ma riesco comunque ad arrivare alla fine, per fortuna.Quando tocca a lui sono ancora più emozionata. Ascolto, lo guardo, e penso di amarlo più di ogni altro. Adesso è come se fossimo solo noi e i nostri sentimenti, ho quasi dimenticato che ci stiamo sposando!
Il momento delle promesse commuove tutti, ma non è finita. Mentre mia suocera legge un brano e l'arpista suona, io e mio marito accendiamo la candela che simboleggia la nostra unione. Il rito della luce è qualcosa di speciale, che rende più intima la cerimonia.
Alla fine riceviamo le congratulazioni del celebrante e di tutti i presenti. Riceviamo tanti apprezzamenti per tutto: il posto, gli abiti, il tipo di rito. E ognuno di loro confessa di essersi commosso. Le nostre promesse, scritte per far breccia nel cuore dell'amato, hanno emozionato tutti i presenti.
Facciamo il brindisi di rito e lasciamo gli invitati a godersi il buffet nelle sale attigue, anch'esse elegantemente addobbate, e ci prendiamo un'oretta di tempo per il servizio fotografico. Mi piace poter esprimere il mio amore, sentirmi stretta nelle braccia dell'uomo che ora è finalmente mio marito. Il fotografo e il cameraman sono presenze discrete e per fortuna io e Andrea siamo talmente presi l'uno dall'altra che ci accorgiamo a stento di loro. Giriamo le stanze della villa e parte dei giardini. Il sole ha finalmente fatto capolino inondando le sale e riscaldando ancor di più i nostri cuori.
Entriamo nella stanza in cui sarà servito il pranzo e troviamo i nostri ospiti già accomodati, pronti per godersi il pasto. Mangiamo molto e bene, si fanno vari brindisi in nostro onore e l'atmosfera diventa più rilassata. I nostri invitati sono pochi e nel frattempo sono riusciti a conoscersi tutti tra di loro.I nostri amici organizzano giochi e scherzi per noi, i nostri testimoni fanno un bellissimo discorso e il tempo vola. In men che non si dica ci ritroviamo a tagliare la torta, bella e buona, esattamente come la volevamo.
Ricordo il momento in cui la sala si svuota perché gli ospiti vengono invitati a scendere nelle cucine antiche in cui li aspetta il buffet di dolci. Io prendo per mano mio marito e giro attorno ai tavoli con lui. Guardo gli affreschi, penso a quanto bello sia il nostro gran giorno. Sono pochi minuti che dedichiamo solo a noi stessi, senza nessuno intorno, nella nostra intimità. Sono tra i minuti più dolci della giornata.
Nella cucina antica troviamo gli invitati a mangiare le castagne cotte nel camino, pandoro e panettone. L'atmosfera è calda e famigliare, come un pranzo natalizio.La giornata si conclude con i saluti finali, con i ringraziamenti e l'affetto dei nostri parenti e amici.
E infine torniamo a casa, sereni, grati e ancor più innamorati.
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