Il matrimonio di Andrea e Beatrice a Treviso, Treviso
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A&B
17 Set, 2016Il racconto del nostro matrimonio
Una mattina di fine estate, fresca e reduce di pioggia intensa. Così inizia la mia avventura quel fatidico sabato che rimarrà per sempre indelebile nella mia memoria. Mi risveglio nel mio vecchio letto nella casa dei miei genitori, lontano dal mio futuro marito che dorme beato nella nostra nuova dimora, perchè mamma è molto legata alla tradizione e io non me la sento certo di ostacolarla visto tutto quello che ha fatto per me. E devo ammettere che non vedere il proprio sposo dalla sera precedente rende tutto più surreale ed emozionante.
E' proprio mia mamma che mi sveglia come quand'ero bambina: un bacio in fronte, l'avviso che la colazione è già pronta e che fuori fa freddo ma non piove. E' più emozionata di me, si vede e mi commuove. Ancora intontita, non mi rendo conto che ingurgito la colazione, mi vesto alla bell'e meglio, e corro dalla parrucchiera.
Nel breve tragitto, tanti pensieri: farò in tempo con l'acconciatura? pioverà? arriverò puntuale? Ancora non realizzo cosa sto per fare, davvero. Per fortuna la parrucchiera ride e scherza con me per mettermi a mio agio, e ad aiutarla arrivano anche mamma e fotografa al seguito. Rido continuamente dall'emozione che comincia a salire, ormai ho l'emiparesi facciale. Rimane giusto il tempo per qualche ultima foto di rito a casa con i genitori, con mio papà ancora teso perchè non parla molto come suo solito, e con i vicini che conosco da una vita che sono venuti a trovarmi e mi riempiono di complimenti.
Continua a leggere »E' davvero una bella sensazione, mi sento coccolata e piena di attenzioni. Mi rendo conto qui che sarà una bellissima giornata di festa, sarà il sesto senso femminile o il fatto che finalmente è uscito il sole e si sta divinamente, ma sentivo che sarebbe andato tutto bene.
Finalmente si parte, 30 chilometri mi separano dal comune di Treviso, dove abito con il mio futuro marito, Andrea, e dove abbiamo deciso di sposarci. In auto con i miei genitori ci divertiamo un mondo, si ride e si scherza, come è sempre stato, anche se con un pò di tensione in più.
Arrivati sul posto, inizia il bello. Care spose, quando dicono non andrà tutto come previsto, è vero, fidatevi, ma devo dire che se così non fosse non ci si divertirebbe così tanto come è successo a me.
Rimasta sola con mio papà in auto ad aspettare che arrivino tutti gli ospiti prima di entrare in comune, comincio ad insospettirmi: all'ora prevista ancora nessun cenno. Fatto sta che mio papà inizia ad agitarsi e anche io visto che per una volta è la sposa ad essere in orario. Scopriamo che ad essere in ritardo è mio fratello, cioè il testimone! Incartato nel traffico cittadino, parcheggia in sosta vietata e corre come un disperato a piedi per raggiungere la sede del comune, chiedendo indicazioni a destra e a manca. Questo io ovviamente lo scoprirò solo più tardi. Arriva trafelato e sudato, prendendosi ramanzine da mia madre, che cerca di asciugarlo in tutti i modi, e da mio padre, che voleva letteralmente strozzarlo.
Tenete conto che in comune celebrano anche quattro matrimoni in una giornata e il tempo dedicato a ciascuno è di circa 40 minuti, compresa cerimonia, saluti e arrivo degli invitati del turno successivo. Bene, noi eravamo già a metà del nostro tempo. E, infatti, al mio arrivo erano presenti nella piazza esterna gli invitati del matrimonio successivo che già brontolavano. Io noncurante di tutto, ovviamente, sono entrata col sorriso stampato in faccia.
Ora, mi aspettavo di entrare, accompagnata da mio papà, con la musica da me selezionata con tanto amore e tanto fatica: una marcia rock eseguita col violoncello visto che mio marito suona questo strumento da un po' di tempo e che volevo mettere un po' di pepe alla cerimonia. Ebbene, sento partire la classica marcia nuziale del cd comunale e rivolgo a mio papà uno sguardo stranito che mi dice con volto affranto e un po' divertito "dopo ti spiego". Scopro dopo appunto che un altro fratello, cioè il mio futuro cognato, aveva combinato un guaio: si era semplicemente dimenticato di prendere il mio cd ed era stato tempestivamente redarguito da mia mamma e dalla testimone.
Dulcis in fundo, al termine della celebrazione, vedo Andrea mentre firma e mi accorgo che ha un cerotto gigante sulla mano destra. Giuro che ho pensato: " se era sulla sinistra ti uccidevo!" Mio papà era stato avvisato di questo "piccolo" imprevisto tant'è che aveva abbracciato mio marito e non gli aveva stretto la mano per non fargli male. Per farla breve, Andrea, che non sa stare fermo, la sera prima delle nozze aveva pensato bene di lavare piatti e fare un po' d'ordine e aprendo un vasetto si era fatto un piccolo taglietto (a suo dire) che ha richiesto "solo" 5 punti di sutura e qualche ora al pronto soccorso.
Tutti i suoi amici mi hanno detto " Ma cosa gli hai fatto per spaventarlo? Non voleva dirtelo perchè aveva paura ti arrabbiassi!". Ah ah, il potere di una donna. Comunque, devo ammettere che per quanto noi donne ci preoccupiamo dei particolari, alla fine sono le cose spontanee, le sorprese e le cose più strambe quelle che ci fanno davvero felici. Vi assicuro che di tutto questo rido ancora con mio marito.
E lo sguardo dolcissimo del mio uomo che mi vede arrivare, con una lacrima di commozione che gli scende sul volto, è stato davvero insuperabile, un'emozione indescrivibile, che mi ha fatto dimenticare ogni cosa andata storta. Da quel momento ho visto solo lui, e non ricordo una sola parola del celebrante. Ricordo solo che tremavo quando gli ho messo l'anello e lui, sorridendo, mi teneva la mano per aiutarmi.
Mia mamma aveva anche preparato una bellissima sorpresa (per questo motivo era irritata per il ritardo di mio fratello) nella piazzetta antistante il comune, con una palla enorme che appena punta con una bacchetta ha sprigionato milioni di palloncini a forma di cuoricino che erano pure di colore simile al mio vestito! Un'alternativa davvero simpatica al riso, che comunque ci è immancabilmente arrivato addosso insieme a coriandoli vari. Sono talmente emozionata e rintronata da tanta felicità che dico auguri invece di grazie ad ogni invitato che mi fa i complimenti, i miei amici me lo ricordano ancora ogni volta.
Anche il banchetto al ristorante è stupendo: saluto tutti gioiosamente, mi dimentico a volte di mangiare perchè parlo troppo e vengo pure ripresa dai camerieri che mi ricordano che devo assaggiare qualcosa anche io. Non ci sono i classici balli o scherzi agli sposi, non ce n'è bisogno. E' già una gran festa dove tutti chiacchierano, alcuni amici che non si vedono da tempo si ritrovano e mi fa davvero piacere, è un'occasione per stare tutti insieme.
Le foto qui sono le più spontanee: riprendono me e il mio uomo ma anche gli amici di vecchia data, i bimbi dei nostri amici, le famiglie allargate, parenti vicini e lontani. Pochi invitati ma buoni. Il tutto nella cornice meravigliosa dei colli Trevigiani, che sono stati fatidici per me e Andrea e di cui conserverò sempre un bellissimo ricordo.
La festa finisce e si torna a casa. Io e Andrea. Un po' più ricchi di prima, ancora più vicini ed intimi. Eh sì, il matrimonio è davvero unico.
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