Il matrimonio di Alessandro e Monica a Cormano, Milano
Rustici Primavera Viola 1 professionisti
A&M
19 Apr, 2014Il racconto del nostro matrimonio
Non volevo sposarmi, mai avrei pensato di farlo, ti dicono che sia il giorno più bello della tua vita e io ci credevo poco.
La convivenza era di certo la miglior scelta per me, poi arriva Alessandro, tra l'altro divorziato e qui inzia un progetto. Mi vuoi sposare? e io che rispondo "ci penso!" e dopo 6 mesi gli rispondo di "Sì".
Ecco che arriva il panico e il non voler assolutamente spendere troppi soldi, e chi li ha? Ma io non ho mai neppure sognato l'abito, non sapevo da dove iniziare, certo ci sono le amiche, ma noi ci sposavamo in Comune e nessuna delle mie amiche lo aveva fatto. E come ci si sposa in Comune? Non è bello uguale, non potrà mai darti lo stesso effetto, eppure...
Abbiamo fatto tutto noi, dagli inviti alle bomboniere (un vino del 2004 quando è iniziata la nostra amicizia per poi diventare storia).
L'abito è stato un delirio, abito bianco da sposa classico o abito moderno che poi riutilizzi? Si, ma quando?
Alla fine aiutati che il ciel ti aiuta, scopro il mondo degli abiti da sposa Cinesi! No direte voi, infatti l'ho detto anch'io, non ce l'ho fatta. Scopro anche il mondo dell'abito usato tra mille offerte con "usato una sola volta", ci credo. Ma niente e poi, ma come lo volevo l'abito? Boh! Mi piace semplice e liscio, mi sono detta, e finalmente lo trovo, grazie alla chiusura con svendita di un negozio che provvedeva anche a fornire la sarta. Una donna di ottantanni che ti guarda e non prende le misure ma non sbaglia un colpo. Ecco l'abito semplice e liscio come lo volevo ma non mi entra, sono ingrassata! Per fortuna la sarta era anche una santa, ha moltiplicato la veste per me.
Continua a leggere »Un giorno Alessandro trova questo sito e "SIIII grande scoperta!!" iniziamo la ricerca del ristorante e per tre mesi abbiamo mangiato e ci siamo ritrovati fidanzatini. Mi hanno sempre detto che le spose dimagriscono, ma sei si va in giro per ristoranti come si fa? E la sarta ad ogni telefonata non diceva nemmeno "Buongiorno" ma "è dimagrita?"
Ma alla fine eccolo!
Si quello che ci rispecchia "Cascina Rosio", perchè sono una cuoca e amo i posti dove la passione per la cucina viene letteralmente coltivata, dalla terra alla tavola. Marco un personaggio gentile e tanto indaffarato, senza troppe cerimonie ci ha mostrato ciò che era perfetto per la nostra festa.
Ecco quello che poi è stato. Una vera festa con amici e parenti, certo direte voi la solita cosa, si forse se non fosse per le cose che sono accadute quel giorno.
Ma partiamo dal cartello stradale di ferro da mettere sulla carreggiata della strada, un regalo dei cognati che volevano assicurarsi che non si perdessero gli ospiti, perchè ormai google map o il navigatore sul cellulare non ce l'ha nessuno.
Provate a ritrovarvi il giorno prima al ristorante con tutte le cose tra fiori, bomboniere, centri tavola di colore sbagliato e addobbi e un cartellone stradale da 20 kg! Da dover svangare e far star fermo mentre le macchine sfrecciano. Bello il pensiero dei cognati.
Cartello montato e ovviamente temporale e vento che precedono la notte delle nozze, aveva fatto un caldo estivo fino al pomeriggio e l'indomani delle nozze era prevista pioggia. Ok, ce la possiamo fare.
Parrucchiere, utlime cose e nanna. E lo sposo? Nel letto con me ovvio, nonostante tutte le critiche sul dormire separati. Bellissima notte, c'è chi aspetta la prima notte e noi abbiamo anticipato.
La mattina Alessandro propone colazione al bar.
Ci sposavamo alle 11:30 ci stava, dimenticavo, tutto ciò possibile per la mancanza del fotografo che ho rimpianto, lo ammetto.
Ma colazione al bar con il mio futuro marito, con la brioches pere e cioccolato di Brambilla è stata la coccola memorabile. E poi, ci separiamo io vado da mia mamma al piano sotto e lui aspetta gli ospiti a casa.
Pronta! Foto, trucco, scarpe e per la prima volta in vita mia in anticipo! Insomma, una sposa ingrassata con tanto di anticipo. Che si fa? Nel panico del momento mio fratello e mio padre non si accorgono dell'anticipo, figuriamoci io che pensavo di essere in ritardo. Usciamo e in macchina mi accorgo che è presto. Che fare? Mio fratello, che guidava, inizia a riprendere con il cellulare e che fa? "Monica, ora ti porto in giro per Cormano nei posti a te cari e che frequenti"
Che carino penserete voi, dove poteva portarmi? Al parcheggio sotterraneo della COOP! E sempre mentre riprende ferma una tipa con il carrello, immaginate la macchina addobbata, e le chiede dov'è il comune! E lei ce lo spiega! E io immaginavo la scena di questa che raccontava a casa "Non potete immaginare chi ho incontrato oggi alla coop!"
Poi finalmente il momento. Eccoci al Comune. Dovete sapere che Cormano ha la sala più brutta che si possa pensare, tanto che la fioraia mi ha detto "È inutile spendere soldi per addobbarla ti faccio solo il cuscino da mettere sul tavolo".
Eppure, ha smesso di piovere in quel momento, il tempo di uscire dall'auto.
Vedo gli amici, i parenti che mi aspettano, vedo gente che non ho invitato ma che ci teneva a venire (era il Sabato di Pasqua e c'era il ponte), che non è andata al lago per noi.
Abbraccio chiunque, chi se ne frega del trucco, capelli e vestito. Arrivo nella sala e il coro Bandeko (della nostra associazione Africa Oggi dove abbiamo fatto un mese in missione nel 2006) canta per noi.
La sala è piena, non ci sarebbero stati gli addobbi, 130 persone per noi era il più bell'allestimento che potevamo avere. Mi ritrovo a cantare e sentirmi davvero felice. C'erano tutti. I nostri amici, i parenti, la nostra storia. Il rito che doveva essere freddo ha commosso le persone che a stento trattenevano le lacrime, la lettura preparata sul matrimonio letta con grande emozione e calore dalla mia testimone.
Era così bello così inaspettato per me, che mi sono lasciata andare alle emozioni senza freni. E ho detto di si al posto dello sposo, ho sbagliato a prendere l'anello (ho preso il mio) , ho anche esultato e baciato tutti prima che il futuro (ora) sindaco dicesse vi dichiaro marito e moglie.
Quanto mi sono divertita, quanto è stato bello quel momento tutto sbagliato nella forma, con Alessandro che rideva come un matto. Lo posso proprio dire ora: è stato il momento più bello della mia vita.
Il resto da raccontare non sarebbe lo stesso di come è stato vissuto, da andare a casa di mia zia che non poteva venire al matrimonio perchè disabile, immaginate che sorpresa è stata vedere la nipote vestita da sposa a casa sua, quante lacrime di gioia in quel momento, alla torta sbagliata di Marco che l'avrei ucciso in quel momento ma poi scoprire che gli ospiti ne erano entusiasti con tanto di gente che ne ha mangiata 3 o 4 fette (e io non l'avrei mai scelta!).
La convivenza è uno stato di "fermo" che il matrimonio libera e dà spazio a nuova vita e progetti. Ecco cosa è stato per me. Oggi dopo anni di convivenza e due mesi di matrimonio, posso dire che io e mio marito siamo felici di stare ancora insieme ed essere innamorati come 8 anni fa.
E agli sposi futuri consiglio, lasciate che quel giorno sia vostro senza troppi piani, perchè la meraviglia che vi aspetta è la sorpresa che quello che tu pensi sia il meglio a volte non lo è.
Abbiamo avuto la pioggia, il cartellone che si è girato per il vento e non è servito, i centri tavola di colore rosa antico al posto del lilla e nessuno se ne è accorto, la torta sbagliata che tutti hanno apprezzato, il rito del matrimonio sconosciuto per me con tanti strafalcioni, ma ragazzi, che bello vivere gli imprevisti e saper ridere di tutto.
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