Luigi Castagna Foto & Film Production

Ultima prova dell’abito da sposa; composizione dei tavoli in location in base alle partecipazioni matrimonio e le relative conferme ricevute dagli ospiti; appuntamenti dal parrucchiere per le prove sull’acconciatura sposa. Ebbene ad un mese prima delle nozze, insieme a questi appuntamenti segnati in agenda, ricordatevi di aggiungerne un altro: dovete informare il vostro datore di lavoro circa le intenzioni che avete sul congedo matrimoniale. Ecco come fare per avviare il vostro iter.

Cosa è il congedo

Il congedo matrimoniale è un periodo di assenza giustificata da luogo di lavoro, concesso appunto in occasione delle nozze. Il godimento di questo lasso di tempo non va ad inficiare le ferie annuali che avrete maturato, il cui computo resta a sé stante. Fu introdotto inizialmente solo per gli impiegati mentre, i contratti collettivi hanno equiparato tutti i lavoratori agli stessi diritti; a prescindere dal vostro ruolo o dalla vostra posizione, il congedo spetta ai lavoratori nel settore privato e pubblico a patto che il matrimonio abbia valore civile.

Davide Ciotola Fotografo

A chi richiederlo

Che lo abbiate incluso o meno tra i vostri inviti matrimonio, che abbiate un rapporto confidenziale o di grande formalità e distacco, il congedo matrimoniale va presentato al datore di lavoro anche tramite istanza informale in carta semplice e, in caso di aziende di grosse medie/grosse dimensioni, all’ufficio personale a cui dovete rilasciare entro 60 giorni il certificato di matrimonio. Il congedo è un vostro diritto quindi non potrà essere respinto o annullato tuttavia, se per motivi personali o aziendali non potete usufruirne nei giorni immediatamente successivi alle nozze, vi potrà essere concesso entro i 30 giorni successivi.

Quando richiederlo

Occorre dare un congruo preavviso al proprio datore di lavoro che riceverà la vostra domanda di congedo matrimoniale. Considerate che molti matrimoni avvengono a cavallo con l’estate, in un periodo già di per sé movimentato per turni e richieste di ferie quindi è bene non compromettere il normale svolgimento dell’attività lavorativa con un preavviso troppo ravvicinato. Sebbene quindi la legge contenta di presentare la domanda almeno 6 giorni prima delle nozze, noi vi consigliamo di muovervi circa un mese prima, così da non arrecare problemi. In casi particolari e qualora il datore di lavoro vi abbia dato l’avvallo, potrete usufruire del congedo prima delle nozze, in modo da ultimare i lavori di ristrutturazione a casa o per definire i dettagli degli allestimenti e delle idee segnaposto matrimonio.

Quanto dura?

Il congedo matrimoniale ha una durata di 15 giorni, compreso sabato, domenica ed eventuali altri giorni festivi. Non siete obbligati a sfruttare totalmente i giorni a vostra disposizione tuttavia quello che è importante sapere è che il congedo non può essere frazionato ma va fruito in un’unica soluzione. Molti lo utilizzano per il viaggio di nozze, altri per rilassarsi e ultimare le piccole incombenze del ricevimento come il pagamento dei fornitori o per portare l’abito da cerimonia uomo in tintoria.

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Trattamento economico: l’assegno

A supportare il tram tram di spese sostenute anche per le decorazioni, i fornitori e i bouquet di fiori, vi diciamo che il periodo di congedo matrimoniale è regolarmente retribuito dal datore di lavoro così come stabilito nei contratti collettivi. Una menzione particolare va fatta per gli operai dipendenti di aziende industriali, artigiane o cooperative per i quali il congedo è retribuito dall’INPS con assegno di importo pari a 7 giorni di lavoro a cui il datore integrerà un importo utile a garantire all’operaio la normale retribuzione per i 15 giorni di durata del congedo.

Un focus speciale teniamo a farlo per le unioni civili, equiparate ai matrimoni, non solo per i dettagli estetici, gli abiti da cerimonia o per tutto ciò che concerne l’organizzazione, le location, i fornitori e le bomboniere matrimonio. Anche per le unioni civili, infatti, è valido a tutti gli effetti il diritto al congedo matrimoniale con le tempistiche e i termini fondamentali descritti nei paragrafi precedenti. In questo caso, il lavoratore dovrà presentare al proprio datore la certificazione dell’unione civile.