Veronica Boni
Veronica Boni

Si è parlato spesso di un possibile “bonus matrimonio 2021” previsto dal tanto chiaccherato Decreto Rilancio proposto dal governo italiano per sostenere l’economia del Paese a fronte della pandemia. Era stata, infatti, avanzata la proposta di una possibile detrazione dall’imposta lorda del 25% che spettava agli sposi per le spese del matrimonio sostenute in Italia, fino a un valore complessivo di 25 mila euro. Il tutto è però rimasto in sospeso e il decreto non è ancora andato in vigore, pertanto al momento l’unico vero aiuto concreto a cui gli sposi possono fare affidamento è il famoso assegno INPS per congedo matrimoniale1 conosciuto come “Bonus Sposi”, da fruire entro 30 giorni dalla data del matrimonio.

Ma come funziona? Come si può richiedere? E a chi spetta?

Vediamo di fare chiarezza sulla questione e di spiegarvi tutto quello che dovete sapere sul Bonus Sposi 2021 INPS.

Che cos’è il Bonus Sposi?

Si tratta di una prestazione previdenziale che l’INPS eroga ad alcune categorie di lavoratori in occasione del congedo matrimoniale a seguito di una celebrazione civile o concordataria che è possibile fruire entro 30 giorni dalla data dell’evento.

Chi ne può usufruire?

L’assegno è destinato ad entrambi i coniugi o parti di unione civile quando essi ne hanno diritto. Il bonus spetta alle seguenti categorie di lavoratori:

  • Operai
  • Apprendisti
  • Lavoratori a domicilio
  • Ai marittimi di bassa forza
  • Dipendenti di aziende industriali
  • Artigiane e cooperative

Alle seguenti condizioni:

  • Devono aver contratto matrimonio civile o concordatario (legge 20 maggio 2016, n. 762);
  • Chi ha iniziato a lavorare da poco, deve dimostrare di aver cominciato da almeno una settimana;
  • Avere la possibilità di fruire il congedo entro 30 giorni dalla data delle nozze;
  • Nel caso di lavoratori disoccupati, devono essere in grado di dimostrare che nei 90 giorni precedenti al matrimonio o unione civile hanno lavorato regolarmente per almeno 15 giorni come dipendenti di aziende industriali, artigiane o cooperative;
  • Non siano in servizio per malattia, sospensione del lavoro, richiamo alle armi, fermo restando l’esistenza del rapporto di lavoro.

Lavoratori extracomunitari

Hanno diritto alla prestazione i lavoratori extracomunitari solo se residenti in Italia prima del matrimonio o unione civile celebrato all’estero. Per fare richiesta, devono allegare alla domanda una certificazione che attesti la reale unione con la persona indicata sul certificato di matrimonio/unione civile rilasciato dall’Autorità estera di competenza.

Veronica Boni
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Quanto spetta per ciascuna categoria di lavoratori?

A seconda della categoria professionale il Bonus Sposi avrà importi diversi:

  • Per operai e apprendisti: 7 giorni di retribuzione da cui viene detratta la percentuale a carico del lavoratore pari al 5.54% della paga giornaliera.
  • Per lavoratori a domicilio: 7 giorni di guadagno medio giornaliero meno il 5.54%
  • Per i marittimi: 8 giorni di retribuzione media giornaliera a cui verrà detratto il 5.54%
  • Per i lavoratori part-time: i giorni di retribuzione che coincidono con quelli previsti da contratto part-time verticale da cui si detrae la percentuale a carico del lavoratore.

Durante il congedo matrimoniale il lavoratore conserva comunque l’Assegno per nucleo familiare, ma il bonus non è cumulabile con le prestazioni di malattia, maternità, cassa integrazione ordinaria e straordinaria o trattamenti di disoccupazione poiché sono sostitutivi della retribuzione. L’assegno è cumulabile invece con l’indennità INAIL per infortunio sul lavoro fino al raggiungimento dell’importo che sarebbe spettato a titolo di retribuzione.

L’INPS paga direttamente l’assegno per congedo matrimoniale ai disoccupati o ai richiamati alle armi, mentre per chi possiede un impiego l’importo verrà erogato tramite il datore di lavoro.

Come e quando fare domanda?

I lavoratori occupati potranno fare domanda dell’assegno al proprio datore di lavoro alla fine del congedo e non oltre i 60 giorni dalla data delle nozze.

Come?

Allegando il certificato di matrimonio o dello stato di famiglia. Se non è possibile produrre questa certificazione, si può presentare un certificato rilasciato dall’autorità religiosa o una dichiarazione sostitutiva autenticata, purché successivamente si provveda a consegnare la documentazione prescritta.

I lavoratori disoccupati o richiamati alle armi dovranno presentare la domanda all’INPS entro un anno dalla data dell’evento.

Come?

  • certificazione che comprovi lo stato di disoccupato alla data delle nozze;
  • la certificazione che comprovi l’avvenuto matrimonio;
  • la certificazione dell’atto di notorietà relativa al rapporto di lavoro non impiegatizio, di almeno 15 giorni nei 90 precedenti la data del matrimonio, alle dipendenze di aziende industriali, artigiane e cooperative (nel caso dei richiamati alle armi, che dura alla data del matrimonio/unione civile da almeno una settimana);
  • la copia dell’ultima busta paga.

L’INPS effettuerà il pagamento tramite bonifico presso l’Ufficio Postale o con accredito sul conto corrente all’IBAN indicato dal richiedente al momento della domanda.

Volete saperne di più su come funziona il Bonus Sposi 2021? Consultate il sito web dell’INPS per ogni dettaglio!