Per chi si sposa in chiesa, il processetto fa parte della burocrazia ecclesiastica, ovvero dei documenti che vengono raccolti dal parrocco per considerare valido in chiesa il matrimonio. 

 

 

Come funziona?

  • Quando. Alla fine del corso prematrimoniale verrete convocati dal parrocco (della chiesa in cui avete deciso di sposarvi) e vi saranno poste delle domande – separatamente – e sotto giuramento, volte a capire se c’è una comunità d’intenti fra i due sposi e se entrambi condividete i valori cristiani del matrimonio.
  • Come funziona. Le domande sono scritte su un modulo che il parrocco compila nel corso dell’intervista. Sono domande molto specifiche, del tipo: se avete già contratto un matrimonio, anche solo civile; se il vincolo è cessato; se avete avuto figli; perché avete deciso di sposarvi in chiesa; se credete nel matrimonio come sacramento, nella fedeltà e se avete intenzione di avere dei figli…
  • A che cosa serve. È un documento che, assieme ad altri, serve ad ottenere il nulla osta per il matrimonio e viene tenuto per buono nel caso in cui si richiedesse, in un secondo tempo, l’annullamento da parte della Sacra Rota. Confrontando le risposte date dai due futuri coniugi, inoltre, il parroco può stabilire se c’e comunanza di idee e valori e, nel caso contrario, richiedere qualche appuntamento in più con la coppia, per ulteriori dialoghi e/o delucidazioni.

Spaventate? Niente paura: le domande sono del tutto affrontabili e, oltre che a soddisfare le necessità burocratiche, sono volte a capire quanto solida sia la vostra intenzione di sposarvi secondo il vincolo della Sacra Romana Chiesa. Le questioni sono standard e servono soprattutto a stabilire il vostro stato libero e il libero consenso al matrimonio. Il modulo compilato sarà poi depositato in curia e voi potrete tranquillamente convolare a giuste nozze!

 

 

Foto 1-2. Swing - Fotografia e video d'autore